Il punto per me più vero è il terzo: canali proprietari vs. dipendenza dagli algoritmi. Scrivo Soldi di Famiglia con numeri lontanissimi da quelli di Lucarelli, ma la logica vale a ogni scala — è l'unico posto dove i lettori restano davvero tuoi, non in prestito da una piattaforma. I 23 anni di lavoro prima dei guadagni, però, sono il pezzo che nessuno cita mai quando si parla di "newsletter da un milione di euro".
e cmq quello che scrivi su Selvaggia Lucarelli che ha successo e i social che noi usiamo alla sanfason (come diceva mia madre) si collega a quello che hai scritto:
“La verità è che nessuno, neanche nostra mamma o i nostri fidanzati, leggono o guardano tutto quello che produciamo e, anche chi lo fa, lo fa con la massima disattenzione immaginabile.” cit . Andrea girolami :-)
“Il segreto di una newsletter da 1 milione di euro.”Finalmente Platone aggiornato al capitalismo digitale:non importa più uscire dalla caverna,basta monetizzarla bene.
Ma se fossero 144.000 iscritti per 70 euro l’anno cadauno, sarebbero 10 milioni e ottanta mila euro!!! Qualcosa decisamente non torna!
Navigando sulla pagina gli iscritti a “vale tutto” sono peraltro arrivati ad un numero ben più elevato.
Io penso che 7 euro al mese per leggere un autore non sarebbero giustificati neppure se quell’autore fosse L.Tolstoj. Sono cifre un pochino sovradimensionate, molto più logico abbonarsi online a una testata per molto meno.
Selvaggia è una mente, sarei disposta a pagare 7 euro l’anno. Lei guadagnerebbe comunque fantastilioni, noi la leggeremmo in un ordine numerico molto più vicino a quello che un tempo era il suo seguito, e verrebbe fatto salvo un principio, perché scrivere non è una semplice professione, è anche una vocazione, una pulsione, una missione.
Ho letto il tuo articolo interessante e chiarissimo. Ti chiedo scusa, non volevo contestare la tua analisi. Mi ero fermata al titolo, perché molto spesso ho valutato quali potessero essere i margini annuali di questa piattaforma, e in realtà non rispondevo a te ma mi rammaricavo ad alta voce. Mi dispiace non poter più leggere la Lucarelli.
Per paragone, Il Post ha circa 7 milioni di euro come ricavi dagli abbonati. Mi chiedo se oggi funzioni meglio un paywall completo (o quasi), considerando che, sempre parlando del Post, ricava dalle pubblicità meno di un milione di euro. Chissà Breaking Italy quanti abbonati ha.
paragone assolutamente pertinente. A parte "l'altezza" del paywall la cosa impressionante è che la newsletter di Selvaggia Lucarelli ha un costo di produzione quasi a zero VS la redazione da decine di persone de IlPost, e quindi una redditività mostruosa a confronto
Sì, esatto, era quello il motivo per cui ho fatto il paragone. Lucarelli da sola, e con una newsletter (e mi pare di capire un podcast mensile), ha un ricavo dagli abbonamenti che è un settimo (minimo, perché se dice che il tasso di conversione è molto maggiore rispetto al 10% potrebbe anche avere 20.000 abbonati, quindi un milione e mezzo di ricavi) dell'intera redazione del Post che produce svariate newsletter, podcast e ovviamente l'intera attività giornalista "tradizionale".
Nell’economica del talento e della personalità bastano pochi nomi (o solo uno) per fare la differenza. E nel Post sarebbe interessante scoprire quanto pesano Costa/Nazzi sul totale abbonamenti, immagino in maniera sostanziale
Soprattutto perché monetizza principalmente gli iscritti. Solitamente vedo che la forma di monetizzazione viene da sponsorship esterne di aziende e da prodotti che si vendono direttamente.
Patreon si sta attrezzando per rispondere alla concorrenza (nuove funzioni ma anche aumento della percentuale trattenuta) però per chi scrive Substack sembra una scelta più naturale
Interessante e molto accurato. Complimenti.
Il punto per me più vero è il terzo: canali proprietari vs. dipendenza dagli algoritmi. Scrivo Soldi di Famiglia con numeri lontanissimi da quelli di Lucarelli, ma la logica vale a ogni scala — è l'unico posto dove i lettori restano davvero tuoi, non in prestito da una piattaforma. I 23 anni di lavoro prima dei guadagni, però, sono il pezzo che nessuno cita mai quando si parla di "newsletter da un milione di euro".
Bel post davvero complimenti
Gran bel pezzo Andrea. Il
Contenuto accurato e’ proprio questo
La newsletter che aspettavo!
Grazie. Mi ha messo coraggio sulla mia newsletter.
e cmq quello che scrivi su Selvaggia Lucarelli che ha successo e i social che noi usiamo alla sanfason (come diceva mia madre) si collega a quello che hai scritto:
“La verità è che nessuno, neanche nostra mamma o i nostri fidanzati, leggono o guardano tutto quello che produciamo e, anche chi lo fa, lo fa con la massima disattenzione immaginabile.” cit . Andrea girolami :-)
Se Selvaggia Lucarelli si fosse chiamata Cesira, non se la sarebbe filata nessuno, con grande giovamento per il genere umano.
“Il segreto di una newsletter da 1 milione di euro.”Finalmente Platone aggiornato al capitalismo digitale:non importa più uscire dalla caverna,basta monetizzarla bene.
Il fatto che Selvaggia Lucarelli monetizzi un milione, su un network basato sulla lettura profonda, è un grande paradosso italico
Ma se fossero 144.000 iscritti per 70 euro l’anno cadauno, sarebbero 10 milioni e ottanta mila euro!!! Qualcosa decisamente non torna!
Navigando sulla pagina gli iscritti a “vale tutto” sono peraltro arrivati ad un numero ben più elevato.
Io penso che 7 euro al mese per leggere un autore non sarebbero giustificati neppure se quell’autore fosse L.Tolstoj. Sono cifre un pochino sovradimensionate, molto più logico abbonarsi online a una testata per molto meno.
Selvaggia è una mente, sarei disposta a pagare 7 euro l’anno. Lei guadagnerebbe comunque fantastilioni, noi la leggeremmo in un ordine numerico molto più vicino a quello che un tempo era il suo seguito, e verrebbe fatto salvo un principio, perché scrivere non è una semplice professione, è anche una vocazione, una pulsione, una missione.
Se leggi con attenzione il post si parla di un tasso ti conversione tra 10 e 20% del totale abbonati
Ho letto il tuo articolo interessante e chiarissimo. Ti chiedo scusa, non volevo contestare la tua analisi. Mi ero fermata al titolo, perché molto spesso ho valutato quali potessero essere i margini annuali di questa piattaforma, e in realtà non rispondevo a te ma mi rammaricavo ad alta voce. Mi dispiace non poter più leggere la Lucarelli.
Per paragone, Il Post ha circa 7 milioni di euro come ricavi dagli abbonati. Mi chiedo se oggi funzioni meglio un paywall completo (o quasi), considerando che, sempre parlando del Post, ricava dalle pubblicità meno di un milione di euro. Chissà Breaking Italy quanti abbonati ha.
paragone assolutamente pertinente. A parte "l'altezza" del paywall la cosa impressionante è che la newsletter di Selvaggia Lucarelli ha un costo di produzione quasi a zero VS la redazione da decine di persone de IlPost, e quindi una redditività mostruosa a confronto
Sì, esatto, era quello il motivo per cui ho fatto il paragone. Lucarelli da sola, e con una newsletter (e mi pare di capire un podcast mensile), ha un ricavo dagli abbonamenti che è un settimo (minimo, perché se dice che il tasso di conversione è molto maggiore rispetto al 10% potrebbe anche avere 20.000 abbonati, quindi un milione e mezzo di ricavi) dell'intera redazione del Post che produce svariate newsletter, podcast e ovviamente l'intera attività giornalista "tradizionale".
Nell’economica del talento e della personalità bastano pochi nomi (o solo uno) per fare la differenza. E nel Post sarebbe interessante scoprire quanto pesano Costa/Nazzi sul totale abbonamenti, immagino in maniera sostanziale
Super interessante come caso!
Soprattutto perché monetizza principalmente gli iscritti. Solitamente vedo che la forma di monetizzazione viene da sponsorship esterne di aziende e da prodotti che si vendono direttamente.
Esatto. Poi se si mimetizzano gli iscritti le altre possibilità rimangono comunque aperte
Sarebbe interessante anche fare un’analisi su Patreon
Patreon si sta attrezzando per rispondere alla concorrenza (nuove funzioni ma anche aumento della percentuale trattenuta) però per chi scrive Substack sembra una scelta più naturale