Tintoria: un errore da 200 milioni di views
Come costruire il podcast comico numero uno in Italia, fregandosene delle regole
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Tintoria è uno dei podcast più amati d’Italia. Nella loro Creator Masterclass, per Scrolling Infinito, Daniele Tinti e Stefano Rapone hanno raccontato il loro percorso, dalla cucina di casa ai più grandi teatri italiani e il modello di business che lo sostiene.
📺 Guarda la Creator Masterlcass: come Tintoria ha vinto ignorando le regole.
Prima dell’approfondimento completo, qualche aggiornamento rapido.
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Tintoria ignora il marketing. E vince
📺 Guarda la Creator Masterlcass: come Tintoria ha vinto ignorando le regole.
“Un podcast, se decidete di farlo, dovete essere inesorabili”, dice Daniele Tinti sul palco del Chora & Will Days Festival, durante il quale abbiamo registrato la loro Creator Masterclass.
La storia di Tintoria ha tutti gli ingredienti di un grande successo. L’inizio nella cucina di Daniele Tinti, l’ingresso davanti la camera di Stefano Rapone fino ai primi episodi registrati in ristoranti, da remoto (durante il Covid) o con un primo, sparuto, pubblico.
Oggi Tintoria è il podcast comico più seguito d’Italia e l’unico grande formato che mantiene un’impostazione live. Claudio Bisio, Nino Frassica, Caterina Guzzanti, Fabio De Luigi, Carlo Verdone: i nomi più importanti della comicità sono stati loro ospiti e il loro canale YouTube si appresta a tagliare il traguardo delle 200 milioni di visualizzazioni.
Daniele Tinti e Stefano Rapone hanno seguito il manuale del podcaster digitale soltanto in parte. Dove molti approfittano di titoli acchiappaclick o ritmi sincopati, loro hanno capovolto le regole, dilatando i tempi della propria comicità e creando tormentoni attorno a cui far cementare la propria community. Dai bicchieri rotti in sala, alle pause pipì, fino a improbabili rubriche su dittatori e cessi di discoteche.
Nella loro Creator Masterclass hanno svelato le regole fondamentali da seguire per creare un podcast di successo, e cosa ignorare o remixare per emergere dalla massa, trovando la propria voce originale.
Nella Creator Masterclass di Tintoria abbiamo parlato di:
Il vantaggio del podcast
Iniziare subito. Migliorare col tempo.
Come far crescere un podcast
Il segreto della pubblicità online
Come guadagna Tintoria
Una lezione preziosa per creator, media e brand che lavorano con YouTube e il formato podcast, sempre più importante in qualunque strategia digitale.
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🎤 MEGA Creator Masterclass
Mercoledì 21 gennaio alle 19:00 nella sala Polifunzionale della Fondazione Feltrinelli incontrerò e parlerò con Marcello Ascani: imprenditore, creator e tra i più importanti YouTuber italiani.
Attenzione però: non sarà una Creator Masterclass come tutte le altre, ma l’occasione di ritrovarsi tra tutti gli addetti al settore e appassionati di creator economy italiani.
Marcello Ascani, assieme a Michele Pagani e Alessandro Mininno, fondatori dell’agenzia Flatmates, ha scritto il libro Ogni brand è un creator. Presenteremo il loro testo e il mio Rivoluzione creator e affronteremo davvero lo stato della creator economy in Italia:
I brand possono competere con i creator?
Quanto conta il talento nell’epoca degli algoritmi?
È ancora possibile entrare nella creator economy e guadagnarci?
La creator economy è una bolla o una nuova infrastruttura economica?
Sarà una conversazione aperta e ci sarà spazio per le domande del pubblico.
🤝 Incontriamoci dal vivo
Al termine dell’intervista, avremo l’opportunità di conoscerci di persona: un momento dedicato al networking tra appassionati di digitale, newsletter e creatività per condividere impressioni, idee e fare due chiacchiere, un brindisi e una battuta.
Il vantaggio del podcast
“La vera differenza dei podcast rispetto ai precedenti media è che fa da sfondo alla vita di molte persone, che prendono l’abitudine di ascoltare o guardare”, dice Daniele Tinti, “e il fatto che sia molto lungo è funzionale a questa sostituzione”.
Il podcast è infatti un linguaggio “a bassa frequenza” e deve il suo successo proprio alla possibilità di essere fruito in modalità attiva così come in quella passiva. Quanti di voi iniziano a guardare un podcast su YouTube solo per poi tenerlo in sottofondo mentre fanno altro?

Le ricerche ci dicono che il consumo di contenuti ha già occupato tutto lo spazio possibile nelle nostre giornate, per questo abbiamo bisogno di media che possano sovrapporsi ad altre attività o trovare spazio nelle intercapedini delle nostre agende. Il formato video è la sua incarnazione perfetta: vedere i conduttori di un podcast, oltre che ascoltarne la voce, ci permette di affezionarci e cementare il rapporto parasociale alla base di tutti i prodotti della creator economy.
Tintoria ci riesce particolarmente bene: sia per la sua lunghezza che per l’originalità della messa in scena. Continua Daniele Tinti: “Quando abbiamo fatto la puntata con Paolo Rossi ci ha detto: vi siete inventati un format che si regge sui tempi morti. È vero che il podcast funziona sui momenti in cui io e Stefano pensiamo alla domanda e l’ospite pensa alla risposta, e non forzare un ritmo innaturale è proprio la cosa che piace alle persone”.
In Tintoria la regola del tutto e subito, così popolare online, viene capovolta e la lunghezza, a volte esasperata, di scambi e discussioni diventa il vantaggio competitivo di un linguaggio che vuole creare comunità.
Iniziare subito. Migliorare col tempo.
Daniele e Stefano hanno ripercorso le tappe di Tintoria spiegando come sia fondamentale costruire un progetto iniziando velocemente, per poi crescere un passo alla volta.
L’idea è venuta osservando quello che succedeva negli Stati Uniti con podcast comici come Getting Doug with High, Joe Rogan, Theo Von e Marc Maron. “Sospettavo che sarebbe arrivato, sembrava una cosa così bella e gigantesca” ha raccontato Daniele, mentre Stefano ricorda una delle prime puntate registrate in un ristorante di Trastevere con il comico Judah Friedlander davanti a un piatto di pasta.
Oggi Tintoria non si regge solo sulle spalle dei conduttori, ma vive grazie alla collaborazione di un team strutturato:
The Comedy Club: la società che co-produce Tintoria, si occupa della parte video, audio, tour management dei conduttori e gestione degli ospiti.
Ufficio stampa: collabora al contatto dei nuovi ospiti e alla stesura delle schede di preparazione delle interviste.
Come far crescere un podcast
“Se decidete di uscire una volta a settimana con il vostro podcast, poi deve uscire una volta a settimana, anche solo per darvi la chance di farlo funzionare dovete andare avanti per un sacco di tempo”, dice Daniele Tinti, e ha perfettamente ragione. La costanza non serve solo a dare un appuntamento ricorrente alla propria community di ascoltatori. Si tratta soprattutto di quantità: per avere un podcast di successo bisogna produrre tantissimi episodi.
YouTube, a differenza di altre piattaforme social, come Instagram e TikTok, è anche un motore di ricerca. I contenuti che vengono pubblicati non spariscono nel feed dopo pochi giorni ma continuano a essere recuperabili e rilevanti per moltissimo tempo, anche attraverso il sistema dei video correlati (“Se hai visto questo ti piacerà anche quest’altro”) che è una delle principali fonti di traffico della piattaforma.
Tintoria oggi ha più di 700 video
One More Time ha più di 1200 video
Basement di Gianluca Gazzoli ha quasi 3000 video
Parte del successo di un canale YouTube è dovuto al fenomeno dell’interesse composto: è la massa di contenuto, costruita nel corso degli anni, a sostenere una quantità critica di spettatori che provengono da più direzioni. Chi vuole vedere le nuove puntate, chi quelle vecchie, chi capita per caso attraverso la propria homepage di YouTube o video visti in altri canali.
Come guadagna Tintoria
Secondo i conduttori il modello di business di Tintoria si è assestato negli ultimi due anni, da quando il format ha raggiunto una massa critica di pubblico. Oggi è suddiviso in parti uguali tra le tre principali fonti di reddito:
33% biglietti venduti per spettacoli dal vivo
33% sponsor/ADV/Branded Content
33% guadagni diretti dalle piattaforme (YouTube)
“Tintoria non è il nostro primo lavoro”, precisano Daniele e Stefano, “siamo comici soprattutto”. Tintoria, dunque, si somma al loro lavoro come solisti che, a tratti, può essere anche più remunerativo, ma sicuramente è più difficile da sostenere con regolarità. Racconta Daniele: “Se siamo in tour e facciamo tante date, forse si guadagna anche di più con i nostri spettacoli personali, ma quest’anno non vado in tour e quindi Tintoria è la mia prima fonte di guadagno”.
Il segreto della pubblicità online
Raccontano Stefano e Daniele: “L’ultima volta ci abbiamo messo poco per preparare la puntata, ma più di un’ora e mezza per trovare i giochi di parole da fare nella parte dello sponsor”.
La gag con cui iniziano quasi tutte le puntate di Tintoria è diventata uno dei momenti più caratteristici del format, pur essendo a tutti gli effetti una ADV. Quello che Tinti e Rapone hanno capito è che la pubblicità, per funzionare online, deve diventare un contenuto.
Quello che solitamente è un punto debole di qualunque format (il momento dello sponsor) diventa un segmento riconoscibile a cui la community si affeziona. Anche se pagato da un brand, fa ridere e possiede lo stesso tono di voce del resto della puntata con cui si amalgama alla perfezione. Merito anche degli inserzionisti, che si prestano all’ironia dei conduttori che confermano: “Dobbiamo avere la libertà assoluta di fare sponsor brutti e di scherzarci sopra”.
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