Su Substack mi viene da dire: “farsi trovare pronti, al peggio”
Momento di serendipità: proprio ieri cercavo nel posto sbagliato l’articolo (che articolo non era) sul punto di svolta di Meryl Streep. Ed eccolo qua che lo ritrovo oggi in questa newsletter!
Questo è un problema per chi in qualche modo vuole campare di newsletter.
Nella community che sto conoscendo siamo quasi tutte persone che hanno trovato in Substack un posto in cui poter fare blogging senza aspettarsi nulla. Tipo tumblr, ma con un'interfaccia ed un algoritmo decisamente più raffinato. Fino a quando i post saranno il centro di questo nuovo social network, non credo che ci saranno problemi. Il problema arriverà se i post verranno superati da note, foto, video etc. Lì si che si perderebbe il senso di tutto.
La soluzione più semplice potrebbe essere inserire spazi "programmatic" nelle newsletter, dove la pubblicità viene inserita dalla piattaforma e il creator prende parte di introiti, esattamente come succede con Google e Youtube, adSense
Il problema di Substack è che non ti mette nelle condizioni di fare vero email marketing (no automazioni, no funnel): come evidenzi tu, è giocoforza a un certo punto farlo interagire con altri tool con cui però dialoga malissimo per varie ragioni (ad esempio l'audience non si può segmentare degnamente e non è attrezzato per un'email collection efficace e completa). Per cui oltre a Substack (che è gratis ma non del tutto, vedi me che monetizzo e gli lascio il 10%) dovrei spendere una palata di soldi in altri strumenti. 🫠 Mi sono resa conto che per me stare su Substack è più che altro una postura intellettuale, una presa di posizione autoriale ("la piattaforma che usano molti grandi giornalisti, blogger ed esperti") così come per una grande azienda scegliere Mailchimp è un atto di posizionamento. Oggi mi son svegliata polemichetta, sorry
Quello che dici è tutto vero, e la mancanza di veri strumenti di CRM e gestione mail (ma anche analitiche primitive) inizia a farsi sentire. Spero per te che almeno Substack funzioni come meccanismo di scoperta, anche attraverso la funzione delle raccomandazioni, perché altrimenti è davvero inutile
Non lo so, dovrei guardare gli insight e capire se le recommendation funzionano anche se la mia percezione è che ho raccomandato molto e sono stata raccomandata poco (la storia della mia carriera diciamo)
Molto interessante. Sono anche curiosa di vedere come il cambio di strategia impatterà sulle newsletter più generaliste e "blockbuster" rispetto a quelle più di nicchia.
Penso che la separazione tra le due categorie sarà sempre maggiore, così come accade nelle altre piattaforme. Speriamo sia anche più facile trovare una sostenibilità economica per le piccole
Eh, vedremo. Anche perché la "coda lunga", presa nel suo complesso, dovrebbe essere remunerativa, ma non so come ciò potrà andare a implementare una qualche utilità strutturale per i tanti piccoli pezzetti della coda.
Post molto interessante. Da nuovo creator ammetto che mi sto leggermente preoccupando dopo aver letto questo post🥲. Spero però che questo nuovo capitolo per Substack sia utile per tutti gli utilizzatori della piattaforma. Perché già l’aggiunta di un aiuto per trovare pubblicità da aggiungere alla tua newsletter sarebbe molto utile, così che anche partendo da zero si possa iniziare a guadagnare qualcosa. Fatto sta che questo capitolo ancora è all’inizio e vedremo cosa ci riserverà.
Si, non tutto il male viene per nuocere, probabilmente come accade su altre piattaforme ci sarà una polarizzazione tra chi lo fa per lavoro e chi rimarrà sommerso dalla concorrenza
È vero, a parer mio Substack dovrebbe fare di più per pubblicizzare le newsletter, perché ho notato che spesso fa poco o nulla per aprirle a un nuovo pubblico. Se già iniziasse a “pubblicizzare” le newsletter con un algoritmo stile TikTok, penso (ma mi potrei anche sbagliare) che tutte le newsletter di Substack potrebbero crescere. Il problema della concorrenza già si sta vedendo🫠.
In qualche modo lo fa, nel feed appaiono anche newsletter che non segui ma che hanno avuto numerose letture. Poi c'è il suggerimento dell'iscrizione a tre newsletter nel momento in cui ti iscrivi a una, ma quello è un boomerang perché rischi di trovarti iscritti che non sono interessati ai tuoi contenuti.
Fa impressione vedere quanto sono invecchiati certi temi relativi a substack in così poco tempo (ne parlavo qui: https://fumettologica.it/2023/07/substack-fumetti-newletter-punto-situazione/).
Su Substack mi viene da dire: “farsi trovare pronti, al peggio”
Momento di serendipità: proprio ieri cercavo nel posto sbagliato l’articolo (che articolo non era) sul punto di svolta di Meryl Streep. Ed eccolo qua che lo ritrovo oggi in questa newsletter!
Questo è un problema per chi in qualche modo vuole campare di newsletter.
Nella community che sto conoscendo siamo quasi tutte persone che hanno trovato in Substack un posto in cui poter fare blogging senza aspettarsi nulla. Tipo tumblr, ma con un'interfaccia ed un algoritmo decisamente più raffinato. Fino a quando i post saranno il centro di questo nuovo social network, non credo che ci saranno problemi. Il problema arriverà se i post verranno superati da note, foto, video etc. Lì si che si perderebbe il senso di tutto.
L’apoteosi
In che forma i creator di SubStack potranno supportare le pubblicità? Mi è chiaro il concetto, un po’ meno l’applicazione pratica
La soluzione più semplice potrebbe essere inserire spazi "programmatic" nelle newsletter, dove la pubblicità viene inserita dalla piattaforma e il creator prende parte di introiti, esattamente come succede con Google e Youtube, adSense
ci ci ci.
https://open.substack.com/pub/saxxon/p/the-x-ification-and-onlyfanzification?r=1u8tu3&utm_campaign=post&utm_medium=web&showWelcomeOnShare=false
Il problema di Substack è che non ti mette nelle condizioni di fare vero email marketing (no automazioni, no funnel): come evidenzi tu, è giocoforza a un certo punto farlo interagire con altri tool con cui però dialoga malissimo per varie ragioni (ad esempio l'audience non si può segmentare degnamente e non è attrezzato per un'email collection efficace e completa). Per cui oltre a Substack (che è gratis ma non del tutto, vedi me che monetizzo e gli lascio il 10%) dovrei spendere una palata di soldi in altri strumenti. 🫠 Mi sono resa conto che per me stare su Substack è più che altro una postura intellettuale, una presa di posizione autoriale ("la piattaforma che usano molti grandi giornalisti, blogger ed esperti") così come per una grande azienda scegliere Mailchimp è un atto di posizionamento. Oggi mi son svegliata polemichetta, sorry
Quello che dici è tutto vero, e la mancanza di veri strumenti di CRM e gestione mail (ma anche analitiche primitive) inizia a farsi sentire. Spero per te che almeno Substack funzioni come meccanismo di scoperta, anche attraverso la funzione delle raccomandazioni, perché altrimenti è davvero inutile
Non lo so, dovrei guardare gli insight e capire se le recommendation funzionano anche se la mia percezione è che ho raccomandato molto e sono stata raccomandata poco (la storia della mia carriera diciamo)
Molto interessante. Sono anche curiosa di vedere come il cambio di strategia impatterà sulle newsletter più generaliste e "blockbuster" rispetto a quelle più di nicchia.
Penso che la separazione tra le due categorie sarà sempre maggiore, così come accade nelle altre piattaforme. Speriamo sia anche più facile trovare una sostenibilità economica per le piccole
Eh, vedremo. Anche perché la "coda lunga", presa nel suo complesso, dovrebbe essere remunerativa, ma non so come ciò potrà andare a implementare una qualche utilità strutturale per i tanti piccoli pezzetti della coda.
Post molto interessante. Da nuovo creator ammetto che mi sto leggermente preoccupando dopo aver letto questo post🥲. Spero però che questo nuovo capitolo per Substack sia utile per tutti gli utilizzatori della piattaforma. Perché già l’aggiunta di un aiuto per trovare pubblicità da aggiungere alla tua newsletter sarebbe molto utile, così che anche partendo da zero si possa iniziare a guadagnare qualcosa. Fatto sta che questo capitolo ancora è all’inizio e vedremo cosa ci riserverà.
Si, non tutto il male viene per nuocere, probabilmente come accade su altre piattaforme ci sarà una polarizzazione tra chi lo fa per lavoro e chi rimarrà sommerso dalla concorrenza
È vero, a parer mio Substack dovrebbe fare di più per pubblicizzare le newsletter, perché ho notato che spesso fa poco o nulla per aprirle a un nuovo pubblico. Se già iniziasse a “pubblicizzare” le newsletter con un algoritmo stile TikTok, penso (ma mi potrei anche sbagliare) che tutte le newsletter di Substack potrebbero crescere. Il problema della concorrenza già si sta vedendo🫠.
In qualche modo lo fa, nel feed appaiono anche newsletter che non segui ma che hanno avuto numerose letture. Poi c'è il suggerimento dell'iscrizione a tre newsletter nel momento in cui ti iscrivi a una, ma quello è un boomerang perché rischi di trovarti iscritti che non sono interessati ai tuoi contenuti.
Si questo aspetto "algoritmico" di Substack è il suo più grande vantaggio competitivo ma anche quello che rischia di stravolgerne la natura