Andrea, l'esempio di Derek Thompson mi ha colpito più delle macchine di Goldberg: le storie su cui lavora più a lungo sono quelle che aprono di più.
Vale anche fuori dal content: scrivo di soldi ai genitori, un terreno dove il 90% del feed è liste-lampo e prodotti da vendere. La settimana che scrivo di getto perché ho paura di saltare un numero, si sente — e infatti non converte.
Quella dove parto da una storia vera e ci metto un pomeriggio, quella la leggono fino in fondo. La fatica non si vede nel testo finito, ma si sente lo stesso.
Menzionando Nolan, e considerando il concetto di fatica, mi è venuto da pensare all’utilizzo dell’IMAX con cui hanno girato L’Odissea. Hanno pubblicizzato molto anche la difficoltà e lo sforzo di girare un film con quella macchina da presa. Infatti, pensando a me, questa cosa mi ha fatto venire voglia di andarlo a vedere. Interessantissimo. Grazie!
Geniale l'angolo da cui sei partito. Potevi dire tutto con la parola "artigianato" e invece hai percorso una via più difficile, il metodo Goldberg per spiegare il metodo Goldeberg. Coerente.
Credo che apprezziamo anche un elemento semplice che però lascia intuire un ragionamento complesso a monte, penso ai tagli di Fontana o alla dissolvenza incrociata osso astronave in Kubrick.
Si Paolo, ma paradossalmente trasmettere il valore con la semplicità è molto più raro e ancora più difficile, per questo il modello “Goldberg” paradossalmente è più affidabile
Interessante davvero, anche se occorre saperlo fare. Nel caso di Nolan, il suo marketing degli effetti pratici funziona bene, ma l'esplosione nucleare che sembra un fuochetto d'artificio rimane una delle cose più pietose della sua carriera. Lui può permetterselo di sbagliare, ma la frizione va creata bene. Comunque è verissimo, i contenuti belli sono ancora quelli più difficili (o che lo sembrano, perlomeno).
Nolan lo fa in tutti i film, dai camion rovesciati veramente in Batman etc. La cosa importante è realizzare che il nostro cervello riconosce lo sforzo e classifica queste cose istantaneamente come “migliori”
Andrea, l'esempio di Derek Thompson mi ha colpito più delle macchine di Goldberg: le storie su cui lavora più a lungo sono quelle che aprono di più.
Vale anche fuori dal content: scrivo di soldi ai genitori, un terreno dove il 90% del feed è liste-lampo e prodotti da vendere. La settimana che scrivo di getto perché ho paura di saltare un numero, si sente — e infatti non converte.
Quella dove parto da una storia vera e ci metto un pomeriggio, quella la leggono fino in fondo. La fatica non si vede nel testo finito, ma si sente lo stesso.
Grazie di cuore, Andrea!
Articolo come sempre molto interessante, che permette di affrontare il tutto con una prospettiva differente e non banale!
Interessante!
Menzionando Nolan, e considerando il concetto di fatica, mi è venuto da pensare all’utilizzo dell’IMAX con cui hanno girato L’Odissea. Hanno pubblicizzato molto anche la difficoltà e lo sforzo di girare un film con quella macchina da presa. Infatti, pensando a me, questa cosa mi ha fatto venire voglia di andarlo a vedere. Interessantissimo. Grazie!
Esatto il gioco per il lancio dei suoi film è sempre lo stesso. Ora sono all’estero in viaggio ma non vedo l’ora di tornare per vederlo anche io
Geniale l'angolo da cui sei partito. Potevi dire tutto con la parola "artigianato" e invece hai percorso una via più difficile, il metodo Goldberg per spiegare il metodo Goldeberg. Coerente.
"artigianato" forse non bastava. Magari "artigianato complicato", ma a quel punto la macchina di Goldberg suona molto meglio no?
Credo che apprezziamo anche un elemento semplice che però lascia intuire un ragionamento complesso a monte, penso ai tagli di Fontana o alla dissolvenza incrociata osso astronave in Kubrick.
Si Paolo, ma paradossalmente trasmettere il valore con la semplicità è molto più raro e ancora più difficile, per questo il modello “Goldberg” paradossalmente è più affidabile
Interessante davvero, anche se occorre saperlo fare. Nel caso di Nolan, il suo marketing degli effetti pratici funziona bene, ma l'esplosione nucleare che sembra un fuochetto d'artificio rimane una delle cose più pietose della sua carriera. Lui può permetterselo di sbagliare, ma la frizione va creata bene. Comunque è verissimo, i contenuti belli sono ancora quelli più difficili (o che lo sembrano, perlomeno).
Nolan lo fa in tutti i film, dai camion rovesciati veramente in Batman etc. La cosa importante è realizzare che il nostro cervello riconosce lo sforzo e classifica queste cose istantaneamente come “migliori”