"dare da mangiare alla bestia che non sarà mai sazia" c'è qualcosa di riconoscibile in quella dinamica, che va oltre le piattaforme.
Il rischio di costruire su un terreno che non appartiene a te vale per un account Instagram, ma vale anche per certi modi di costruire la propria identità o di relazionarsi: ci si adatta, ci si ottimizza, e intanto il suolo non è mai davvero tuo.
Quello che descrivi sul passaggio da follower a community è esattamente il punto in cui la strategia smette di essere solo strategia.
Bell’articolo, complimenti. Chiaro e molto centrato: smonta bene la trappola di Instagram come macchina per catturare attenzione e ricorda ai creator di non affidarsi troppo agli algoritmi. Dal punto di vista professionale è un ottimo avvertimento. Con 1 o 2 tattiche pratiche, tipo come spostare parte del pubblico su una newsletter o un canale diretto, sarebbe stato top!
Grazie Andrea, sempre spunti davvero interessanti. Una domanda sulla creazione di valore: nella "clip economy" dov'è il valore?
Alle volte la percezione è vi sia la ricerca a fare clip ad effetto, adrenalizzanti per l'utente, ma che non portano un beneficio concreto, un valore reale.
Grazie Michela. Il valore di una clip, nel contesto di clip economy, è la capacità di monetizzarle direttamente (senza dover riportare ad altri contenuti) quindi metterci dentro loghi o adv e fargli fare più views possibili per lo sponsor
Interessante, grazie per la veloce risposta, mi permette di condensare qualcos'altro... Non si tratta solo di trasmettere valore, quanto di condensarlo e renderlo immediatamente, forse intuitivamente, "assorbibile" dall'utente?
Quanto più l'utente siamo "assorbe senza sforzo", tanto più è probabile che divenga un follower.
Il valore si crea nella capacità di costruire "a piccoli bocconi" il valore di lungo periodo, monetizzando ad ogni passo?
Ogni iniziativa online (ma non solo) prova a diminuire la friction (o lo sbatti come dice Gianluca Diegoli) quindi è come dici tu. Riguardo l'assorbire facilmente ti invito a leggere la newsletter di prossima settimana perché scriverò proprio di questo
É un tema quello della non proprietà degli asset che torna regolarmente. Non a caso alcuni influencer tengono da sempre dei profili clone e invitano i propri fan a seguirli anche lì così da non perdere tutto di colpo, ma non è la soluzione corretta.
Si diceva “porta sempre tutti su un tuo sito”… io ci credo ancora
Vero, c’è da dire che il livello di “memorabilità” di un video YT è molto più alto e il rapporto con la audience dunque molto più stretto, meno algoritmico
"dare da mangiare alla bestia che non sarà mai sazia" c'è qualcosa di riconoscibile in quella dinamica, che va oltre le piattaforme.
Il rischio di costruire su un terreno che non appartiene a te vale per un account Instagram, ma vale anche per certi modi di costruire la propria identità o di relazionarsi: ci si adatta, ci si ottimizza, e intanto il suolo non è mai davvero tuo.
Quello che descrivi sul passaggio da follower a community è esattamente il punto in cui la strategia smette di essere solo strategia.
Bello!
Bell’articolo, complimenti. Chiaro e molto centrato: smonta bene la trappola di Instagram come macchina per catturare attenzione e ricorda ai creator di non affidarsi troppo agli algoritmi. Dal punto di vista professionale è un ottimo avvertimento. Con 1 o 2 tattiche pratiche, tipo come spostare parte del pubblico su una newsletter o un canale diretto, sarebbe stato top!
Grazie, avere un piano è il primo passo. Applicarlo è il secondo, onestamente non è semplice ma è l'unica via a questo punto
Grazie Andrea, sempre spunti davvero interessanti. Una domanda sulla creazione di valore: nella "clip economy" dov'è il valore?
Alle volte la percezione è vi sia la ricerca a fare clip ad effetto, adrenalizzanti per l'utente, ma che non portano un beneficio concreto, un valore reale.
Cosa rende di valore una clip?
Grazie Michela. Il valore di una clip, nel contesto di clip economy, è la capacità di monetizzarle direttamente (senza dover riportare ad altri contenuti) quindi metterci dentro loghi o adv e fargli fare più views possibili per lo sponsor
Interessante, grazie per la veloce risposta, mi permette di condensare qualcos'altro... Non si tratta solo di trasmettere valore, quanto di condensarlo e renderlo immediatamente, forse intuitivamente, "assorbibile" dall'utente?
Quanto più l'utente siamo "assorbe senza sforzo", tanto più è probabile che divenga un follower.
Il valore si crea nella capacità di costruire "a piccoli bocconi" il valore di lungo periodo, monetizzando ad ogni passo?
Ogni iniziativa online (ma non solo) prova a diminuire la friction (o lo sbatti come dice Gianluca Diegoli) quindi è come dici tu. Riguardo l'assorbire facilmente ti invito a leggere la newsletter di prossima settimana perché scriverò proprio di questo
Articolo ben scritto complimenti!
É un tema quello della non proprietà degli asset che torna regolarmente. Non a caso alcuni influencer tengono da sempre dei profili clone e invitano i propri fan a seguirli anche lì così da non perdere tutto di colpo, ma non è la soluzione corretta.
Si diceva “porta sempre tutti su un tuo sito”… io ci credo ancora
Ho capito di quali influencer stai parlando! 😉
È una bella analisi, però anche YouTube potrebbe chiudere il canale da un momento all'altro e si è dipendenti dall'algoritmo anche lì
Vero, c’è da dire che il livello di “memorabilità” di un video YT è molto più alto e il rapporto con la audience dunque molto più stretto, meno algoritmico