Ho 20.000 iscritti. Cosa ho imparato davvero in 5 anni di newsletter
Una guida da salvare e inoltrare a chi sta costruendo una newsletter o vuole scrivere meglio online.
Scrolling Infinito compie 5 anni e per festeggiare ho scritto un post che è quasi un libro: 80.000 battute, 15 infografiche e 12 interviste esclusive con alcuni tra gli autori italiani più interessanti su Substack, tra cui Selvaggia Lucarelli, Francesco Oggiano, Stefano Feltri e Csaba dalla Zorza.
Credo profondamente nella condivisione della conoscenza con la community perché è questo che mi ha portato a trasformare la creazione di contenuti in un lavoro.
Ho deciso quindi di regalare tutte le strategie pratiche, i segreti e le tecniche che ho utilizzato per portare la mia newsletter oltre i 20.000 iscritti e quelle che ho sviluppato lavorando come consulente con alcuni degli autori più importanti di Substack Italia.
Cosa troverete in questo post
Le 4 cose che rendono indispensabile una newsletter
Come trovare il ritmo giusto senza burnout
Le impostazioni Substack da sistemare subito
Il metodo per non partire dalla pagina bianca
Come scrivere una mail di benvenuto utile
I benchmark per leggere davvero le metriche
Come monetizzare oltre gli abbonamenti pay
Le lezioni dei migliori autori italiani: Selvaggia Lucarelli, Federica Salto, Francesca Cavallo, Valerio Bassan e molti altri
🎧 Puoi ascoltare questo post letto da me (no AI) qui su Substack e su Spotify dove trovi tutte le newsletter in formato audio e i video delle Creator Masterclass da recuperare quando vuoi: in viaggio, in palestra, mentre lavori.
La guida definitiva per scrivere una newsletter: indice
Capitolo I - LE BASI DI UNA NEWSLETTER
Cos’è Substack
Glossario minimo di Substack
Le 4 cose più importanti di una newsletter
Come sono arrivato a 20.000 iscritti
Come impostare Substack nella maniera corretta
Scegli il tuo tipo di newsletter
Capitolo II - COME SCRIVERE UNA NEWSLETTER DI SUCCESSO
Il sistema per scrivere regolarmente
Come scrivere un titolo efficace
Vai subito al sodo
Come impostare la strategia della tua newsletter
Come confezionare la tua newsletter
Capitolo III - COME GUADAGNARE NUOVI ISCRITTI PER LA TUA NEWSLETTER
Come usare le Note di Substack
Le raccomandazioni di Substack: vantaggi e rischi
Come usare i social per far crescere la tua newsletter
Capitolo IV - COME GESTIRE UNA NEWSLETTER
Le metriche fondamentali di una newsletter
Come re-ingaggiare i vecchi iscritti (o eliminarli)
Come monetizzare una newsletter
Il vero valore di una newsletter
Capitolo V - LE LEZIONI DEI MIGLIORI AUTORI ITALIANI DI NEWSLETTER
Selvaggia Lucarelli: mettere ordine nel caos
Federica Salto: pensa a sei mesi
Csaba dalla Zorza: la curatela è tutto
Riccardo Bassetto: non esistono formule
Giulia Blasi: la costanza crea fiducia
Stefano Feltri: specializzati o sparisci
Francesca Cavallo: usa la passione
Gianvito Fanelli: serialità senza ansia
Valerio Bassan: coltiva un’ossessione
Gianluca Diegoli: scrivi anche nel vuoto
Pietro Minto: non scrivere pipponi
Francesco Oggiano: trova la tua nicchia
Per far diventare questa guida completa però serve il vostro contributo. Lasciate un commento in fondo al post segnalandomi cosa manca, cosa avreste fatto diversamente e, se volete, le migliori strategie pratiche che vorreste condividere con tutti gli altri che leggeranno.
Capitolo I - LE BASI DI UNA NEWSLETTER
Cos’è Substack
Salta questo paragrafo se lo stai già usando.
Substack è la piattaforma su cui stai leggendo questo post, un servizio tecnologico che permette la distribuzione di contenuti in formato newsletter nelle caselle email degli iscritti.
L’email è più importante che mai perché, in un mondo intermediato dagli algoritmi, rimane uno dei pochi contatti diretti che possiamo avere con il nostro pubblico e i nostri clienti. Secondo alcune statistiche più del 50% della popolazione mondiale controlla la propria casella di email ogni giorno.
In questo scenario le newsletter sono preferibili ai siti personali o ai blog perché, invece che aspettare che l’utente si ricordi di noi, l’email lo raggiunge dove si trova già, ovvero nella sua casella di posta elettronica.
L’altro grande vantaggio competitivo di una newsletter è quello di permettere di possedere la propria audience, ovvero avere la possibilità di gestire e scaricare la lista email delle persone iscritte decidendo, nel caso, di trasferirla su un’altra piattaforma.
Le sezioni principali di Substack sono due: il profilo personale dell’autore (chi scrive la newsletter, nel mio caso Andrea Girolami) e quello della pubblicazione che viene creata (nel mio caso Scrolling Infinito). Anche se il servizio principale di Substack è quello di fornire la tecnologia per creare e distribuire una newsletter, la piattaforma si è evoluta aggiungendo altri servizi.
Ci sono le Note che trovate nella vostra schermata Home, una sorta di social network interno, creato per facilitare la scoperta di nuovi autori. Oltre alle Note Substack ha sviluppato strumenti di creazione video, sia in diretta che on demand, per arricchire le newsletter di contenuti multimediali.
Substack sta cercando di fare, per chi scrive, quello che YouTube ha fatto per i creator video: fornire strumenti e lo spazio per entrare in intimità col proprio pubblico e creare la propria community.
In cambio Substack chiede il 10% dei guadagni delle newsletter che decidono di inserire un livello a pagamento, a cui va sommato un altro 3% che trattiene la piattaforma di pagamenti Stripe. Se invece la vostra pubblicazione è gratuita Substack è, di fatto, completamente gratis.
Glossario minimo di Substack
Profilo: sei tu come autore.
Pubblicazione: è la newsletter vera e propria.
Post: il contenuto pubblicato nella newsletter.
Note: il feed social interno di Substack.
Follower: persone che seguono il tuo profilo.
Iscritti: persone che ricevono la tua newsletter via email.
Raccomandazioni: il sistema con cui altri autori possono suggerire la tua newsletter ai loro lettori.
Le 4 cose più importanti di una newsletter
La cosa bella della scrittura è che ha un costo d’ingresso molto basso, tutti possono sedersi al computer ed esprimere i propri pensieri. Questo però non vuol dire che qualunque cosa voi scriviate riesca a raggiungere il pubblico a cui è diretta.
Questi sono quattro consigli fondamentali prima di lanciare la vostra newsletter o di scrivere il vostro prossimo post.
Devi dare valore a chi legge
Rompi il muro del suono
Trova la tua voce
Trova il giusto ritmo per la tua newsletter
Devi dare valore a chi legge
La tentazione di chiunque scriva è quella di rigurgitare i propri pensieri e sensazioni, anche se spesso non è quello che le persone dall’altra parte dello schermo vogliono leggere.
La cosa più importante per chi scrive è capire chi è il proprio pubblico e, di conseguenza, qual è il valore che si aspetta da noi. Nel caso di Scrolling Infinito i lettori della newsletter sono professionisti del digitale, creator, marketer e studenti. Da questa newsletter si aspettano analisi e informazioni che possono migliorare il loro lavoro quotidiano.
Esistono però casi molto diversi: per entertainer come Alessandro Cattelan o la comica Giorgia Fumo, l’audience delle loro newsletter è formata da chi li ha conosciuti sul palco di un teatro o attraverso show televisivi. Da loro non vogliono tanto informazioni pratiche o manuali, ma cercano lo stesso intrattenimento che li ha collegati alla star e che li ha portati ad iscriversi.
Chi sta leggendo però, probabilmente, non è ancora così famoso da avere dei fan e quindi il modo più semplice per esprimere valore è produrre contenuti azionabili (actionable in inglese). Date ai lettori informazioni che possano applicare praticamente, soprattutto se la vostra è una newsletter tecnica o legata ad un argomento specifico. Per riuscire a farlo è necessaria una certa dose di esperienza sul campo. Lenny Rachitsky, che ha più di un milione di iscritti, suggerisce che la stesura di una newsletter rimanga un lavoro secondario perché c’è bisogno di un mestiere principale che possa creare la competenza che andremo ad analizzare e sintetizzare con la scrittura. “Molte persone iniziano a scrivere senza aver fatto molto nella propria vita o carriera e così si trovano velocemente senza esperienze a cui fare riferimento. Ecco perché consiglio di continuare a lavorare, per non perdere contatto col mondo del lavoro reale”.
Per dare valore al tuo pubblico puoi utilizzare qualunque formato:
La spiegazione di uno scenario (deep dive)
Dare accesso a luoghi e persone (interviste, backstage)
How-to e informazioni pratiche (guide, liste, risultati personali)
Non avere paura di sperimentare nuovi formati e linguaggi
Chi sono i vostri lettori? E qual è il valore che si aspettano da voi? Informazioni pratiche? Vogliono ridere? Vogliono essere informati? Oppure viaggiare con l’immaginazione? Tutto è possibile a patto che vi facciate questa domanda e rispondiate in modo onesto. Il modo migliore di impacchettare questo valore è raccontando una storia. I vostri post dovrebbero avere un inizio, un percorso al loro interno, e una risoluzione finale. Cerchiamo di scrivere cose interessanti, ma anche belle da leggere.
Non concentrarti troppo sul formato, quello che conta è che chi legge percepisca il piacere della lettura e l’utilità del contenuto, e che questo risponda a un bisogno preciso. I più talentuosi tra gli autori falliscono perché non hanno la lucidità di affrontare questa prima fondamentale domanda, finendo a scrivere solo per puro piacere personale, invece che partire dai bisogni e dai desideri di chi riceverà la loro newsletter.
Rompi il muro del suono
Scrivere qualcosa di valore non basta: bisogna scrivere anche qualcosa di nuovo, o meglio ancora, qualcosa che nessun altro oltre voi può scrivere. Una volta che avete identificato ciò che vuole il vostro pubblico dovrete infatti farvi notare in mezzo a tutti gli altri autori in circolazione.
Per questo utilizzo l’espressione “rompere il muro del suono”. Immaginate un aereo supersonico che vi passa sopra la testa: non potete ignorarlo perché sentirete un boato assordante. Dovete riprodurre lo stesso frastuono con la vostra scrittura.
Il primo modo di riuscirci è quello di creare qualcosa di originale, e per essere sicuri che lo sia l’unico modo è scrivere qualcosa che solo voi conoscete. Una vostra esperienza personale, i risultati di un progetto che avete portato avanti, il dietro le quinte di un lavoro o una situazione che avete vissuto, l’accesso esclusivo ad un personaggio famoso o interessante per il vostro pubblico (intervista). Ciascuna di queste soluzioni funziona perché vi mette in una posizione di vantaggio strategico rispetto ai vostri competitor e aumenta il volume di ciò che state scrivendo.
I dati lo dimostrano: ho chiesto all’intelligenza artificiale di analizzare i risultati di tutte le newsletter di Scrolling Infinito, e i post basati su una prova personale producono il decuplo di nuovi iscritti di tutti gli altri e sono condivisi otto volte di più. Ricordate che la maniera migliore per guadagnare iscritti è fare in modo che la vostra newsletter venga inoltrata ad altre persone, e il fatto di avere un contenuto esclusivo è una delle soluzioni più facili per riuscirci.
Il secondo consiglio pratico per rompere il muro del suono è di identificare in modo specifico la vostra audience, così da rispondere più facilmente ai suoi bisogni. Per farlo dovrete essere altrettanto precisi nei vostri contenuti: partite da una nicchia per poi, nel tempo, allargare la vostra strategia. Quando dovete decidere il tema della vostra newsletter non fermatevi alla prima nicchia, arrivate alla seconda. Non dite semplicemente “voglio scrivere una newsletter sulle barche”, siate più specifici e pensate a “barche a vela sotto i 100.000 euro”. Non progettate una “newsletter sulla cucina”, pensate piuttosto ad una “su tutti gli incroci tra le cucine del mondo e quella italiana”. Non scrivete l’ennesima newsletter sull’intelligenza artificiale ma esplorate l’intersezione tra AI e mondo delle risorse umane.
Questo post nasce da cinque anni di lavoro e dallo studio di centinaia di articoli e video. Se ti ha aiutato, inoltralo a una persona che sta costruendo una newsletter o vuole scrivere meglio online. E se non lo hai già fatto, iscriviti a Scrolling Infinito: il tuo supporto rende possibili contenuti gratuiti come questo.
Trova la tua voce
L’autore di newsletter da 60.000 iscritti Max Read lo spiega così: “Ciò che la maggior parte dei Substack di successo offre agli iscritti non è tanto una serie di articoli a sé stanti e indipendenti quanto un particolare atteggiamento o prospettiva, un insieme di passioni e interessi, e persino un continuo processo di riflessione ad alta voce a cui gli abbonati sono invitati a partecipare [...] Quindi, parte del tuo lavoro come autore su Substack consiste nel produrre parole, mentre l’altra parte sta nel coltivare un personaggio per cui il pubblico possa provare una sorta di inesplicabile affetto, o addirittura rispetto“.
Che lo vogliate o meno anche Substack è una piattaforma d’intrattenimento, così come YouTube, Instagram e persino TikTok, solo che qui al posto di video da pochi secondi ci sono saggi lunghi. Quello che non cambia è il rapporto parasociale che si crea in qualunque piattaforma online: una sorta di amicizia monodirezionale con il nostro pubblico basata sulla nostra presenza online e i contenuti che produciamo.
Personalmente è la cosa su cui, dopo cinque anni, fatico di più a riconoscermi: spesso Scrolling Infinito mi sembra una newsletter troppo schematica, che fatica a tirare fuori questo aspetto affettivo. Ciononostante ricevo molte mail da lettori che mi dicono quanto per loro sia preziosa ogni uscita e ho ben chiaro come sia proprio questo il valore più importante di una newsletter: la capacità di portare questo rapporto di fiducia ad un livello profondo, che permette poi l’organizzazione di eventi e progetti di monetizzazione di vario tipo.
Per trovare la propria voce e per renderla riconoscibile il modo più semplice è quello di essere costanti. La ripetizione crea abitudine, per questo la maggior parte delle newsletter sono settimanali, alcune addirittura giornaliere. Il fatto che si tratti di testo scritto e che il ritmo di crescita sia piuttosto lento, rispetto alle piattaforme short form, aumenta questo livello di intimità tra il creatore e il proprio pubblico.
Trova il giusto ritmo per la tua newsletter
I primi due punti sono i requisiti fondamentali per scrivere una newsletter che meriti di essere letta, il terzo indica la frequenza con cui li dovrete applicare ad ogni cosa che scrivete. Dall’incrocio di questi tre elementi nasce naturalmente il ritmo che dovrà avere la vostra newsletter.
Quanto spesso sei in grado di scrivere qualcosa che porti davvero valore alla tua audience? E quante di queste volte ciò che scrivi sarà esclusivo e capace di rompere il muro del suono? La scrittura è un muscolo e come tale va allenato: parti inviando la newsletter meno spesso, solo quando sei sicuro di riuscire a raggiungere questa qualità, e man mano che il muscolo cresce, aumenta la frequenza.
L’importante è non scendere mai sotto l’incrocio dei due assi perché in quel caso proporresti solo rumore, che non ti fa guadagnare né contatti commerciali né nuovi iscritti. Ben Thompson, leggendario autore della newsletter Stratechery, dice “L’articolo più importante è il secondo che le persone leggeranno”, nel senso che se i lettori trovano validi due articoli su due allora si iscriveranno sicuramente.
Come sono arrivato a 20.000 iscritti
Tutto questo può sembrare teorico, quindi provo a renderlo concreto con la storia di Scrolling Infinito. La crescita di una newsletter non è quasi mai lineare: cambia quando cambi frequenza, quando trovi un formato riconoscibile, quando inizi a costruire prodotti attorno alla community e quando impari anche a eliminare quello che non funziona più.
Le tappe fondamentali di Scrolling Infinito e cosa ho imparato fino ad oggi:
Ottobre 2021: Importo la lista di chi aveva scaricato l’ebook gratuito e invio la prima newsletter. Questo mi ha permesso di iniziare avendo già circa 1600 iscritti.
Gennaio 2023: Inizio a inviare la newsletter mensile in maniera regolare. C’è subito un buon segnale: gli iscritti sono decine o centinaia per ogni invio, la concorrenza è ancora poca.
Novembre 2023: pubblico la mia prima guida a Substack (avevo circa 7000 iscritti)
Gennaio 2024: lancio le Creator Masterclass, gli incontri dal vivo con i migliori creator italiani. Scrolling Infinito esce dalla dimensione digitale.
Settembre 2024: da mensile la newsletter diventa bisettimanale. La crescita di iscritti accelera.
Ottobre 2024: pubblico la seconda guida a Substack (la newsletter ha 10.000 iscritti).
Giugno 2025: la mia analisi della newsletter di Selvaggia Lucarelli diventa il post più letto di Scrolling Infinito.
Settembre 2025: esce il mio libro Rivoluzione creator, senza la newsletter non sarebbe mai successo.
Febbraio 2026: lascio il posto fisso, Scrolling Infinito diventa un lavoro a tempo pieno.
Marzo 2026: la newsletter diventa settimanale, la crescita rallenta ma la community si rafforza, chi rimane è qui per restare.
Aprile 2026: decido di eliminare 3000 iscritti morti della newsletter.
Maggio 2026: sono passati 5 anni dall’ebook di Scrolling Infinito. Pubblico la mia terza guida a Substack che stai leggendo ora.
Questa è la mia storia, ma se lavori nella comunicazione e vuoi trasformare i contenuti in un asset capace di generare fiducia, reddito e nuovi clienti, nei prossimi mesi lancerò un percorso esclusivo per approfondire strategie pratiche e tecniche di monetizzazione direttamente con me. Sarà riservato a un numero ristretto di professionisti. Se vuoi entrare nella lista d’attesa ed essere tra i primi a ricevere informazioni sul lancio, iscriviti qui.
Come impostare Substack nella maniera corretta
Se il contenuto è la cosa più importante, subito dopo arriva la parte tecnica. Substack ha molte impostazioni, che a volte sembrano inutilmente complesse. Per fortuna quelle fondamentali sono soltanto una manciata, vediamole assieme.
Dove viene letta una newsletter
Mittente
La descrizione della tua newsletter
La pagina informazioni
La mail di benvenuto
Personalizza la grafica di Substack
Personalizza la tua firma
Aggiungi una traccia audio
Dove viene letta una newsletter
Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, l’86% delle aperture di una newsletter avviene da desktop, non da mobile. Lo dice il report sullo stato delle newsletter 2026 realizzato dalla piattaforma Beehiiv che ha analizzato miliardi di mail inviate dai propri utenti.
Questo sottolinea come le newsletter siano un mezzo di coinvolgimento: i lettori preferiscono schermi più grandi per una lettura attenta, ad esempio durante le pause di lavoro o la sera.
Detto questo vale sempre la pena di ottimizzare anche per la lettura da dispositivo mobile. Se inviate la vostra newsletter la mattina presto molti la leggeranno andando al lavoro dal proprio smartphone, per questo conviene scrivere titoli brevi che si adattano allo schermo del cellulare e inserire immagini orizzontali in formato 16:9 per non costringere le persone a scrollare troppo per leggere ciò che scrivete.
Mittente
Per una mail l’identità della persona che la manda è più importante del suo contenuto. Per questo è fondamentale settare il mittente della vostra newsletter nella maniera corretta. Nel mio caso ricevete le mail da Scrolling Infinito perché ho deciso di anteporre la voce del media rispetto a quella dell’autore (Andrea).
In generale però il consiglio è quello di sfruttare il nome dell’autore per creare un maggiore senso di familiarità con chi riceve la mail. Tendiamo ad aprire più volentieri le mail di una persona umana (“Paolo”) che quelle di un brand (“Top Newsletter”)
Al massimo potreste inserire un mittente che metta assieme i due aspetti, come ad esempio “Paolo di Top Newsletter”. State attenti a che non sia troppo lungo in modo che sia leggibile rapidamente da ogni supporto.
La descrizione della tua newsletter
È la bio della tua newsletter, il primo messaggio che i nuovi iscritti leggono quando arrivano nella landing page di Substack, la schermata col logo della pubblicazione e lo spazio per lasciare la mail.
Deve essere breve ed efficace, in poche parole comunicare due informazioni fondamentali che possano aiutare le persone che vogliono iscriversi:
Il tema della vostra newsletter
La cadenza della vostra newsletter
La pagina informazioni
A volte mi capita di sfogliare newsletter, anche importanti, che non hanno personalizzato la propria sezione Informazioni/About, che mi pare un peccato mortale e un segno di sciatteria nei confronti di nuovi lettori.
Ecco cosa dovrebbe contenere questa pagina:
Due righe su chi siete e di cosa parla la vostra newsletter
Qual è il valore della vostra newsletter per il lettore
Da dove iniziare: una breve selezione dei vostri contenuti migliori
I vantaggi di abbonarsi alla vostra newsletter (nel caso abbiate un piano pay)
La sezione about della newsletter di Csaba dalla Zorza è davvero ben fatta, usatela come reference. Qui invece trovate quella di Scrolling Infinito e la pagina “Inizia qui” che ho costruito e fissato in alto nella mia homepage, per accogliere i nuovi arrivati (funzione e contenuti molto simili).
La mail di benvenuto
È il primo contatto che un nuovo iscritto ha con la vostra newsletter e per questo dovete assolutamente personalizzarla.
Trovate l’opzione nella sezione email delle vostre impostazioni, è possibile personalizzare anche le mail di benvenuto per gli iscritti a pagamento o quelli importati da altre liste precedenti fuori da Substack.
Ecco gli elementi di una buona email di benvenuto:
L’oggetto deve attirare l’attenzione: qui trovate un po’ di suggerimenti
Due frasi veloci di benvenuto
Spiega brevemente di cosa parla la newsletter e ogni quando arriva
Una frase per capire in che modo è utile per il lettore
Chiedi alle persone di rispondere alla mail o di inserirla nella posta prioritaria (così da evitare di finire in spam)
I tuoi riferimenti social per chi vuole iscriversi
Una veloce presentazione dell’autore
Ecco un template base che potete personalizzare per la scrittura della vostra email di benvenuto
Grazie per l’iscrizione
Ciao sono [X] e questa è [x] in cui ogni settimana parliamo di [x]
Per non perdere nessuna mail, sposta questa email nella tua inbox principale o rispondi con un semplice “Ciao” (aiuta a non finire nello spam).
Per non perdere nessun aggiornamento seguici anche su Instagram.
Da dove iniziare
[contenuto top n1]
[contenuto top n2]
[contenuto top n3]
Chi è l’autore
[presentazione dell’autore della newsletter]Personalizza la grafica di Substack
Su Substack puoi personalizzare la grafica e i colori della tua homepage e dei post. La parte più importante per comunicare un senso di professionalità però è quella dei loghi della tua pubblicazione.
Ecco quelli fondamentali con le rispettive dimensioni:
Immagine che viene mostrata sulla landing page di benvenuto (600x600 pixel)
Logo pubblicazione, immagine quadrata (almeno 256x256 pixel)
Il marchio della pubblicazione che sostituisce il nome della tua newsletter nella barra di navigazione (1344×256 pixel)
Header newsletter che compare in cima alla tua newsletter quando viene inviata (1100 x 220 pixel con sfondo trasparente)
Personalizza la tua firma
Un elemento troppo spesso sottovalutato è quello della firma in fondo alle mail. Chi è arrivato a leggere fino in fondo dimostra di essere abbastanza coinvolto per compiere un’azione, che sia iscriversi ai vostri canali social o inviare una mail.
Ecco alcuni elementi che vale la pena inserire nella firma:
Parlare dei vostri servizi professionali
Invito a passare alla versione a pagamento newsletter (se ce l’avete)
Riferimenti social
Breve presentazione autore
Invito ad iscriversi o condividere newsletter
Potete personalizzare la vostra firma nelle impostazioni di Substack o anche accedendo al pannello in cima ad ogni nuovo post che scrivete. Una volta che la firma è stata impostata rimane in ogni mail inviata fino alla prossima variazione.
Aggiungi una traccia audio
Substack permette di aggiungere una traccia audio ai post e alcuni autori la usano come una vera voce narrante dell’articolo. Ho iniziato a farlo anche io con Scrolling Infinito perché molte persone mi hanno segnalato che non avevano tempo di leggere e la versione audio permetteva loro di consumare il contenuto mentre facevano altro.
Aggiungere una versione audio può quindi aumentare l’accessibilità del contenuto, allungare il tempo di permanenza e rafforzare il rapporto con l’autore, perché la voce crea un livello di intimità più profondo rispetto al solo testo.
Inoltre avere una versione audio della vostra newsletter può permettervi di distribuirla anche su Spotify raggiungendo nuovo pubblico. Da qualche settimana tutte le newsletter e le Creator Masterclass di Scrolling Infinito sono disponibili anche in questo formato.
Il consiglio è semplice: se decidete di farlo, leggetela voi, non usate una voce sintetica generica. La voce dell’autore contribuisce a creare fiducia nel lettore.
Scegli il tuo tipo di newsletter
Matt McGarry è uno dei massimi esperti di newsletter al mondo, tra i responsabili della crescita di brand come The Hustle a 2,5 milioni di iscritti. Secondo McGarry esistono 5 tipi di newsletter da scrivere tra cui scegliere:
Analyst: la newsletter che analizza in profondità uno scenario, un’industria o un argomento. La più famosa al mondo è Stratechery scritta da Ben Thompson, in Italia c’è Ellissi di Valerio Bassan.
Curator: crea e seleziona informazioni interessanti o particolari. Un ottimo esempio italiano è Link Molto Belli di Pietro Minto o La colazione dei campioni di Gianvito Fanelli.
Expert: qualcuno molto competente che scrive di un determinato argomento, come sport, finanza. Ad esempio La Moda il sabato mattina parla di fashion, Commestibile si occupa di cibo o Bastonate per posta di musica.
Reporter: una newsletter di tono e tematiche giornalistiche. Tra gli esempi italiani più famosi ci sono Vale Tutto di Selvaggia Lucarelli, Appunti di Stefano Feltri o Complotti! di Leonardo Bianchi.
Writer: forse è la categoria più ampia, rientrano in questa tipologia tutte le newsletter che si basano sulla scrittura creativa, comprese quelle che si occupano di temi come lo sviluppo personale o professionale. Mantica di Andrea Bariselli rientra in questa categoria così come Micelio di Daniela Collu.
Una newsletter dovrebbe focalizzarsi su una sola di queste categorie, al massimo due diverse. E voi che tipo di newsletter volete scrivere?
Capitolo II - COME SCRIVERE UNA NEWSLETTER DI SUCCESSO
Il sistema per scrivere regolarmente
Il problema di chi lancia una newsletter non è scrivere una volta, ma mantenere la regolarità che ci si è imposti alla partenza. I progetti sembrano sempre perfetti finché la vita non si mette di mezzo.
Non troverete la soluzione a questo problema davanti alla tastiera ma prima, nei momenti morti tra un invio e l’altro. Mi spiego meglio: quando leggete una rivista state scrivendo la newsletter, quando guardate un video YouTube o discutete con un collega state scrivendo la newsletter. Quando leggete un’altra newsletter, anche in quel momento state scrivendo la vostra newsletter.
L’unico modo di riuscire a sollevare un grande peso come quello di scrivere in maniera regolare e sostenibile è usare la tecnica dello stufato: appuntare tutte le cose interessanti che leggete, guardate, ascoltate e creare un database di idee da coltivare nel tempo in modo che siano pronte velocemente per essere servite nella vostra newsletter. Hemingway diceva che il romanziere deve essere un “osservatore professionista”, alla stessa maniera l’autore di newsletter deve essere un lettore professionista.
Per riuscire a costruire questo sistema di ottimizzazione delle vostre idee creative non c’è bisogno di complessi strumenti tecnologici, basta qualche app gratuita:
Raindrop: per salvare tutti i contenuti che volete leggere/guardare/ascoltare.
Note dello smartphone: esercitatevi ad appuntare almeno un’idea o un dato per ogni contenuto che consumate.
Google Doc: riunite gli appunti in gruppi tematici, è qui che inizia la scaletta della vostra futura newsletter.
Substack: se avete lavorato bene prima non dovrete iniziare dalla pagina bianca ma con una scaletta abbozzata piena di dati, link, citazioni.
Se vuoi approfondire la tecnica dello stufato per idee infinite e il metodo di distribuzione più efficiente di una newsletter leggi qui:
Come produco 10 contenuti a settimana senza impazzire
Negli ultimi mesi ho parlato con molti lettori di questa newsletter, agli eventi dal vivo ma anche in call individuali per feedback e consulenze, e ho scoperto qual è il problema più grande di tanti creator e professionisti della comunicazione.
Come scrivere un titolo efficace
Trovate il titolo della vostra newsletter PRIMA di scrivere il testo.
Può sembrare anti intuitivo ma è il modo migliore per riuscire a rompere il muro del suono. Un titolo efficace rende la newsletter più inoltrabile ad altre persone, la fa emergere nei social e anche su Substack. Prima di concentrarvi sul contenuto assicuratevi che lo sforzo sia rivolto nella direzione giusta e che sia comprensibile alla vostra audience.
Il report più approfondito al mondo sullo stato e le buone pratiche delle newsletter è quello pubblicato ogni anno da Beehiiv che nel 2026 ha analizzato 28 miliardi di mail inviate attraverso la propria piattaforma, evidenziando i pattern più efficaci.
Per quanto riguarda i titoli quelli sotto le 20 parole hanno una percentuale di apertura decisamente più alta. Più riuscirete ad essere brevi nell’oggetto della vostra mail e più le persone riusciranno a leggerla velocemente, anche dal loro smartphone, aumentando le possibilità di essere letti. In verità 20 parole mi sembrano già tante, cercate di stare pure sotto le 10 che è meglio.
In tanti scrivono titoli simpatici e brillanti che però non spiegano cosa c’è davvero all’interno della newsletter, spesso questo è un errore. Una newsletter non è un magazine cartaceo che compriamo e sfogliamo per divertirci ma un contenuto digitale che deve attirare l’attenzione in una frazione di secondo.
Per questo il consiglio è di scrivere dei titoli parlanti, capaci di creare curiosità sul contenuto del vostro post. Per scrivere un titolo efficace le vie principali sono due:
Create un curiosity gap nel lettore che riuscirà a colmare solo aprendo la mail.
Producete un bold statement, un’affermazione decisa che ingaggi il lettore ad un’occhiata veloce.
Brad Wolverton, responsabile della crescita di importanti newsletter, ha postato su Twitter un ottimo elenco di consigli per ispirare i titoli delle vostre newsletter:
Sperimenta spesso
Sii breve
Keep it simple
Aiuta le persone a fare soldi
Affermazioni > domande
Le notizie vendono
Anche le soluzioni vendono
Il conflitto è sopravvalutato
Lo sono anche gli spiegoni
Non costringere le persone a pensare troppo
Nel mondo ci sono alcuni autori di newsletter capaci di scrivere titoli incredibili. Se avete bisogno di ispirazione provate a scorrere quelli di: Derek Thompson, Elena Verna, Nate Silver, o guardare il canale YouTube di Marques Brownlee.
Se vuoi approfondire il tema e scoprire come scrivere il titolo perfetto leggi qui:
Le idee non vendono, i titoli sì
Ciao, questa è Scrolling Infinito, la newsletter che ti svela i segreti e le novità del mondo dei contenuti, delle piattaforme e dei creator. Se questa mail ti è stata inoltrata unisciti a più di 18.000 lettori e iscriviti subito.
Vai subito al sodo
Uno degli errori più comuni di chi scrive una newsletter è scrivere un’introduzione troppo lunga. Le persone non aprono una newsletter per vedere l’autore scaldarsi a bordo campo. Vogliono capire subito perché dovrebbero continuare a leggere.
Una buona introduzione dovrebbe fare tre cose:
Dire di cosa parla il post
Chiarire perché è importante e provocare curiosità
Promettere un valore concreto già dalle prime righe
Questo non significa eliminare voce, stile o racconto personale. Significa non costringere il lettore ad attraversare tre paragrafi di contesto prima di arrivare al punto. Soprattutto nelle newsletter lunghe, l’inizio deve essere una porta d’ingresso, non un corridoio.
Come impostare la strategia della tua newsletter
Se scrivi troppo poco rischi di essere dimenticato ma se scrivi troppo il pericolo è quello di andare in burnout. Imparare a dosare la produzione di contenuti è un’arte necessaria per rimanere rilevanti nel tempo. Scrivere un post virale è facile, farlo per cinque anni molto meno, per questo la resistenza e la costanza sono i due elementi fondamentali per chiunque voglia giocare al gioco infinito della creazione di contenuti.
Post normali e post epici
Scrivi 30 titoli
Frequenza: ogni quanto inviare una newsletter
Orario e giorno per inviare una newsletter
Post normali e post epici
La maggior parte delle strategie di una newsletter è basata su due tipologie di post:
Post normali: servono a dare continuità al tuo progetto, sono più brevi e facili da scrivere, funzionano come l’infrastruttura della tua newsletter.
Post epici: servono ad attrarre nuovi iscritti, sono più lunghi e complessi, sono veri e propri eventi che devono uscire dalla tua “bolla”.
A volte essere estremamente tempestivi su un trending topic può trasformare un post normale in un post epico, ma sono occasioni che non è possibile prevedere in anticipo e che costringono a rompere la regolarità dell’invio della propria newsletter.
Più scrivete di frequente e più potrete permettervi di dare continuità alla pubblicazione con post normali. Più scrivete di rado e più dovrete concentrarvi su post epici che possano rimanere validi e attrarre pubblico per un periodo più lungo di tempo.
Nel caso di una newsletter a pagamento le due tipologie vanno alternate con attenzione perché i post epici sono fondamentali per dare valore ai propri abbonati paganti ma anche per attirare nuovi lettori (da trasformare in abbonati pay). Insomma se avete una newsletter a pagamento dovete scrivere con più profondità e più spesso.
C’è un’altra cosa che ho capito negli ultimi mesi: da quando Scrolling Infinito è diventata settimanale mi sono reso conto che la maggior frequenza di pubblicazione porta a creare una massa critica di visitatori alla newsletter che continuano a scoprire contenuti per un tempo più lungo. Quando una newsletter gratuita diventa settimanale passa dall’essere una pubblicazione evento (post epici) ad una di flusso (post soprattutto normali).
Ricordate che l’obiettivo finale non è quello di avere l’open rate più alto e neanche il maggior numero di iscritti, la vera metrica fondamentale è quella delle visite e dei lettori, e pubblicare di più aiuta a far salire questo numero.
Scrivi 30 titoli
Prima di lanciare la tua newsletter, o di promettere una nuova frequenza di pubblicazione, fate un test molto semplice: provate a immaginare i prossimi mesi di pubblicazione.
Scrivete almeno 30 possibili titoli di newsletter. Non devono essere perfetti, non devono essere già pronti, ma devono dimostrare che il vostro tema è abbastanza largo da reggere nel tempo e abbastanza preciso da non diventare generico e a voi di avere abbastanza fieno in cascina per andare avanti nell’immediato futuro.
Se dopo cinque titoli siete già senza idee, c’è un problema. O il tema che avete scelto è troppo stretto oppure dovete migliorare la vostra strategia di creazione titoli e di produzione idee. In entrambi i casi è meglio scoprirlo prima di lanciare un progetto editoriale.
Frequenza: ogni quanto inviare una newsletter
Nate Silver, analista statistico e autore da più di 300 mila iscritti scrive: “Le newsletter hanno tipicamente una data di scadenza di due o tre giorni. Scrivi qualcosa. Alcuni lo leggono subito, altri lo salvano per quando avranno un momento libero. Inoltre, affinché un post si diffonda oltre la tua lista contatti, servono solitamente un altro paio di giorni”.
Secondo il suo ragionamento un post epico potrebbe continuare a propagarsi ed essere attivo per un’intera settimana, mentre uno normale dura meno. Secondo questa valutazione la periodicità ottimale di una newsletter è quella settimanale, come confermato dal report di Beehiiv che le identifica come quelle più numerose e che hanno una crescita di iscritti maggiore.
Orario e giorno per inviare una newsletter
I dati confermano quella che è l’abitudine di quasi tutte le newsletter italiane e internazionali: l’invio alla mattina presto garantisce il maggior open rate.
Per quanto riguarda il giorno migliore in cui inviare una newsletter, sempre secondo il report di Beehiiv, sarebbe il lunedì, anche se la differenza rispetto agli altri è minima.
Ciò che emerge dall’analisi dei numeri e dai test pratici è che non esiste un orario o un giorno perfetto per l’invio della vostra newsletter. Quello che conta davvero è creare un’abitudine nel vostro pubblico: trovare uno slot preciso, magari diverso da quello dei vostri competitor diretti, e rimanere fedeli a quello più a lungo possibile. Se ciò che scrivete è valido le persone troveranno il tempo per leggerlo.
Come confezionare la tua newsletter
Una volta che avete scritto la vostra newsletter rileggetela una o più volte per controllare la correttezza grammaticale e ricordatevi di inserire questi accorgimenti di formattazione per aumentarne l’efficacia.
Tasto iscriviti
Titoli e grassetti
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Immagine di anteprima
Tasto iscriviti
Inseritene due o tre se il post è lungo. Ogni newsletter è un messaggio in bottiglia diffuso nel web per trovare nuovi iscritti.
Titoli e grassetti
Usateli ma con parsimonia. Dividete la newsletter in paragrafi, ciascuno introdotto da un titolo. Aiutano il lettore a skimmare la vostra newsletter velocemente per capire di cosa parlate. Spesso, prima di leggere, scorriamo una mail fino in fondo per capire se ci interessa. Ugualmente evidenziate delle parole in grassetto per far capire quali sono i concetti chiave del discorso.
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Substack, con le Note, sta lavorando sulla discoverability dei contenuti testuali che però è ancora bassa. Per questo ogni newsletter deve essere anche una finestra per far scoprire al lettore quello che avete scritto in precedenza.
Avete visto in questa newsletter quanti altri approfondimenti vi ho consigliato?
Immagine di anteprima
Uno degli errori più comuni che vedo fare in altre newsletter è quello di inserire la stessa immagine di anteprima in tutti i post Substack. Ogni post che scrivete dovrebbe avere un’immagine di anteprima diversa. Pensate alla vostra newsletter come ad un canale YouTube ma fatto di parole invece che di immagini. Non guardereste mai un video che ha un’anteprima identica a tutti gli altri dello stesso canale, giusto?
Per creare le immagini di anteprima dei post di Scrolling Infinito mi ispiro proprio a quelle dei migliori YouTuber mondiali e per questo regalo a chi ha letto fin qui la Bibbia delle migliori thumbnail YouTube che ho raccolto nel corso di anni grazie al lavoro del creator Jon Youshaei.
👉 Guarda la bibbia delle migliori thumbnail YouTube
Utilizzando l’intelligenza artificiale uso queste thumbnail come reference per creare delle cover di anteprima per la newsletter particolarmente efficaci.
Qui trovi il prompt esatto per provare anche tu. E se vuoi approfondire c’è un post intero con tutti i prompt AI che utilizzo per scrivere e ottimizzare la mia newsletter.
AI: ti regalo la mia libreria di prompt
Quella di oggi è una newsletter speciale. Dentro trovi la libreria di prompt AI che uso ogni giorno per produrre i contenuti di Scrolling Infinito. Li ho testati e affinati in oltre 1000 ore di lavoro. Copiali, modificali, inoltrali.
Capitolo III - COME GUADAGNARE NUOVI ISCRITTI PER LA TUA NEWSLETTER
Come usare le Note di Substack
Le Note sono come un social network interno a Substack dove gli autori delle varie newsletter possono confrontarsi e scoprire nuove voci nella piattaforma. Potete accedere dalla sezione Home del vostro profilo e, proprio come X/Twitter, vi troverete in un feed fatto soprattutto di testi e link, con la possibilità (al momento) di caricare fino a 6 immagini per ogni Nota.
Troverete infinite guide, e io le ho lette quasi tutte, su come utilizzare le Note per guadagnare nuovi iscritti, qui di seguito un riassunto operativo che sintetizza i migliori suggerimenti testati e raccolti nel corso dei mesi come questo, questo o quest’altro.
La differenza tra follower e iscritti: chi vi segue solo nelle note è un vostro follower. Chi è iscritto alla newsletter è un iscritto, vale di più perché vi ha lasciato la mail e automaticamente segue anche le vostre note.
Tenete a mente la audience: rispetto agli altri social più grandi e generici le Note di Substack sono abitate soprattutto da autori e creativi. Cercate di postare contenuti che risuonino con loro.
Ripostate i vostri vecchi articoli: non tutti hanno visto tutto, soprattutto man mano che la vostra newsletter cresce. Le Note sono un’ottima occasione per far riemergere vecchi contenuti di valore.
Usatele come test: qualcosa che avete postato nelle Note ha funzionato particolarmente bene? Forse vale la pena scriverci un post della newsletter.
Storytelling personale: le storie private creano connessione, racconta chi sei, cosa hai vissuto, come sei arrivato fin qui e dove sei diretto.
Racconta il processo: cosa hai fatto oggi, da dove stai scrivendo, il posto in cui ti trovi in questo momento. Cose semplici, reali, con cui è facile entrare in sintonia.
Dai la tua opinione: un punto di vista chiaro ma non uno sfogo. Numeri, statistiche e posizioni fuori dal coro funzionano meglio: le persone amano le opinioni e gli insight quantificabili.
Le raccomandazioni di Substack: vantaggi e rischi
Le raccomandazioni di Substack sono l’arma segreta della piattaforma e la funzionalità, assieme alle Note, che la differenzia davvero da tutti i competitor.
Le raccomandazioni sono uno strumento che permette ai vostri lettori di segnalare quali sono le vostre newsletter preferite e suggerire loro di iscriversi. Questo permette la creazione di un effetto network incrociato che può velocizzare di molto la crescita dei vostri iscritti.
Ad esempio: quando vi iscrivete ad una nuova newsletter la piattaforma vi propone un pop-up in cui vi suggerisce di iscrivervi anche alle newsletter raccomandate dalla prima. Molte persone cliccano senza guardare e si ritrovano iscritte ad una manciata di altre pubblicazioni.
Il consulente di newsletter Matt McGarry suggerisce di impostare le vostre raccomandazioni in questo modo:
Iniziate raccomandando tra le 3 e le 6 newsletter con argomenti e tasso di crescita simili al vostro.
Non vi preoccupate di trovare un match perfetto, vale la pena farlo anche se siete voi quelli con i numeri più alti, si tratta di un meccanismo di crescita gratuito a cui altrimenti non avreste accesso.
La cosa fondamentale è quella di cercare di raccomandare newsletter che pensate possano ricambiare, altrimenti il sistema non funziona. Per questo evitate di raccomandare newsletter straniere (non c’è speranza) o eccessivamente grandi o famose (difficilmente ricambieranno). Create un network di vostri simili con cui crescere assieme.
Le raccomandazioni sono un turbo che Substack può mettere alla vostra newsletter, con Scrolling Infinito l’ho sperimentato in prima persona: più di un terzo di tutti gli iscritti alla newsletter proviene da funzioni interne della piattaforma.
C’è però un risvolto a cui stare molto attenti: le persone che si iscrivono in maniera disattenta, attraverso i dark pattern di Substack, sono anche i lettori meno preziosi della vostra newsletter e quelli che, alla lunga, rischiano di danneggiare le vostre metriche di apertura.
Ho analizzato con l’intelligenza artificiale l’intero database di iscritti di Scrolling Infinito e quello che è emerso è che chi si iscrive in modo disattento da una raccomandazione ha il tasso di apertura più basso, attorno al 38%, contro il 57% di chi si iscrive tramite Instagram o il 56% di chi si iscrive attraverso la homepage proprietaria.
Quindi, le raccomandazioni di Substack possono essere un ottimo modo per accendere il motore della vostra newsletter ma sul lungo periodo rischiano di danneggiare la qualità complessiva dei vostri iscritti.
Come usare i social per far crescere la tua newsletter
Le newsletter e i contenuti long form ci permettono di entrare in un rapporto profondo con chi li consuma e costruire una community reale. Il problema è che sono difficili da scoprire e prevedono un grande investimento di tempo, sia nel produrli che nel consumarli: leggere un post da 20.000 battute è molto diverso da vedere un TikTok di pochi secondi.
Proprio per questo gli uni hanno bisogno degli altri: i contenuti brevi hanno bisogno di essere ancorati ad altri più lunghi e profondi, così come le vostre newsletter hanno bisogno di essere scoperte gettando degli ami dove le persone passano la maggior parte del loro tempo, cioè nelle piattaforme social.
Costruite un Creator Funnel
Quali piattaforme social utilizzare
Come distribuire una newsletter nei social
Costruite un Creator Funnel
Quello che dovete costruire è un Creator Funnel per cui utilizzerete le piattaforme algoritmiche di contenuti brevi come Instagram, TikTok, Linkedin e Facebook per guadagnare nuovi iscritti alla vostra newsletter e avere con loro un rapporto diretto attraverso l’email.
La buona notizia è che nei social non dovete partire da zero ma potete reimpacchettare le vostre newsletter per creare contenuti snack e veloci. Il motto è: creare una sola volta ma distribuire per sempre.
Quali piattaforme social utilizzare
Una newsletter si può trasformare in uno o più caroselli per Instagram o Linkedin, e anche un testo pubblicato tempo fa può funzionare se riproposto ad un nuovo pubblico social. Nessuno legge tutto quello che pubblicate, solo voi. Non cadete nel cosiddetto effetto spotlight, credendo che gli altri pensino a voi quanto voi pensate a voi stessi.
Quali piattaforme social usare per promuovere la propria newsletter:
Instagram: è ancora estremamente popolare in Italia e anche se sposa un linguaggio video e grafico può essere utile farsi vedere anche qui.
Linkedin: spesso le newsletter trattano temi professionali o approfonditi. Questa piattaforma è perfettamente in target e sempre più popolare anche tra i non addetti ai lavori.
TikTok, YouTube: utilizzatele solo se avete dimestichezza con i contenuti video, sono piattaforme potenti ma dove qualunque altro linguaggio è inefficace.
Una delle strategie pratiche più efficaci è quella di creare un teaser social della vostra newsletter il giorno PRIMA di pubblicarla. Anticipate il contenuto mettendo in luce il valore di ciò che scriverete e invitate ad iscriversi per non perderla. Se lo pubblicate il giorno stesso dell’uscita le persone cliccano, leggono e se ne vanno. Con un teaser invece saranno costrette ad iscriversi per ricordarsi di leggere il giorno seguente.
Ecco come potete strutturare questa Pre-CTA
Gancio breve e forte per attirare l’attenzione
Il valore specifico della newsletter di domani
Call to action all’iscrizione per non perderla
Ecco un esempio di una delle Pre-CTA usate per Scrolling Infinito
Il contenuto perfetto non basta
Serve un sistema per pubblicare ogni giorno
Piattaforme e algoritmi premiano la continuità, ma quasi tutti la cercano nel modo sbagliato.
Nella prossima newsletter di Scrolling Infinito:
⏩ Perché 10 contenuti non nascono da 10 idee
⏩ Il vero lavoro invisibile è prendere appunti
⏩ La tecnica dello stufato per idee sempre pronte
⏩ Come pubblicare di più senza andare in burnout
La newsletter arriva martedì.
Iscriviti ora per non perderla.
🔗 Link in firma.Come distribuire una newsletter nei social
Ecco come può essere scomposta una singola newsletter per coprire un piano editoriale settimanale.
Newsletter long form
Carosello overview
Carosello verticale su un punto specifico
Infografica
Post teaser
Post quote
Story / note / status
CTA evento o prodotto collegata
Rilancio differito
Se volete approfondire come ottimizzare la creazione e distribuzione delle vostre newsletter leggete questo approfondimento.
Come produco 10 contenuti a settimana senza impazzire
Negli ultimi mesi ho parlato con molti lettori di questa newsletter, agli eventi dal vivo ma anche in call individuali per feedback e consulenze, e ho scoperto qual è il problema più grande di tanti creator e professionisti della comunicazione.
Ecco qualche consiglio pratico ulteriore per far funzionare la vostra newsletter nei social:
Sfruttate la parte grafica: la vostra newsletter ha delle infografiche/illustrazioni/schermi o foto? Utilizzatele come gancio nei social per invitare le persone a leggere tutto il resto. Questa grafica estratta da Scrolling Infinito è diventata virale su Linkedin.
Celebrate eventi e risultati: è il compleanno della vostra newsletter? Avete raggiunto una milestone particolare? Condividetelo nei social, sono ottime occasioni per far conoscere il vostro lavoro e festeggiare assieme. Soprattutto nel caso di traguardi importanti. La prova sociale (“se lo hanno fatto tutti lo faccio anche io”) è uno degli strumenti più potenti per convincere le persone ad iscriversi. Questo è il post in cui festeggiavo i 3 anni della newsletter.
Attenzione all’attualità: a volte una vicenda di cronaca o di spettacolo rende di nuovo rilevante qualcosa che avete scritto in precedenza, non perdete l’occasione di distribuire di nuovo qualcosa che è in trending topic. Ogni volta che si parla di Chiara Ferragni tiro fuori questo post dal cappello, quando MTV ha chiuso in Europa ho utilizzato questo altro vecchio contenuto.
In questo post ho raccolto i miei prompt di intelligenza artificiale testati per creare grafiche e infografiche per i social e per le newsletter.
Capitolo IV - COME GESTIRE UNA NEWSLETTER
Le metriche fondamentali di una newsletter
Tasso di apertura
Tasso di disiscrizione
Lettori totali
Altre metriche importanti
Tasso di apertura
Qual è un buon tasso di apertura per una newsletter? Dan Oshinsky, ex direttore delle newsletter del New Yorker e di Buzzfeed, oggi autore del progetto Inbox Collective, prova a dare una risposta: “Secondo la piattaforma Kit si aggira intorno al 43%. Beehiiv dice che è circa il 39%. Di solito dico ai clienti che scendere sotto il 30% è un campanello d’allarme, ma qualsiasi valore compreso tra il 35% e il 55% è piuttosto normale oggigiorno”.
Mi sembra una valutazione precisa, anche Scrolling Infinito e le newsletter con cui ho collaborato oscillano in questa forbice che, nello specifico di Substack e di una newsletter personale, potremmo sintetizzare così.
>35% ok
>40% buono
>45% molto buono
> 50% ottimo
>55-60% stellare
Tasso di disiscrizione
Molti autori di newsletter si spaventano quando scoprono che ogni newsletter inviata corrisponde ad un picco di disiscrizioni. Non vi preoccupate: è del tutto normale, soprattutto se molte persone si erano iscritte con poca consapevolezza, vedi quanto scritto a proposito delle raccomandazioni di Substack.
Secondo Oshinsky avere un tasso di disiscrizione entro lo 0,25% è normale. Se avete 2000 iscritti e si disiscrivono 5 persone non c’è di che preoccuparsi, se lo fanno in 50 scatta l’allarme rosso. Scrolling Infinito ha circa 26.000 iscritti e ogni newsletter che invio provoca circa 50-60 disiscrizioni.
Lettori totali
Le aperture e le disiscrizioni sono il polso della vostra newsletter, metriche importanti che possono segnalare la salute e la soddisfazione del vostro pubblico. Le visualizzazioni totali sono invece la metrica che misura la rilevanza del vostro lavoro perché mette assieme i dati dei vostri lettori abituali ma anche le persone che riuscite a incrociare fuori dalla vostra bolla.
Iscritti e tasso di apertura sono approssimazioni del dato fondamentale che è quello dei lettori totali. Esistono newsletter con pochi iscritti che però sono molto lette e rilevanti e altre con tantissimi iscritti che nessuno ha mai sentito nominare.
Altre metriche importanti
Esaminate i vostri post circa una volta al mese e fate caso a quali hanno avuto prestazioni superiori o inferiori alla media. Prendete in considerazione le nuove iscrizioni che hanno prodotto, eventuali abbonati a pagamento generati, like e condivisioni. Anche i commenti contano, ma spesso non sono correlati alla qualità intrinseca della newsletter quanto alla capacità dei vostri lettori di incazzarsi.
Se volete approfondire ulteriormente standard e metriche di newsletter leggete questo post di Matt McGarry che approfondisce anche i dati relativi a sponsorizzazioni e inserzioni pubblicitarie.
Come re-ingaggiare i vecchi iscritti (o eliminarli)
Qualche settimana fa ho cancellato 3000 persone dalla mia newsletter, il precipizio si vede chiaramente nel grafico che racconta l’evoluzione di Scrolling Infinito.
L’ho fatto perché questi iscritti erano zombie, persone che non leggevano Scrolling Infinito da più di sei mesi, abbassavano il tasso di apertura della mia newsletter e, soprattutto, danneggiavano la mia reputazione con i servizi di posta elettronica.
In questa guida ho scritto spesso di come l’email sia un’alternativa all’algoritmo, perché ci mette in contatto diretto con il nostro pubblico ma - colpo di scena - questo è vero fino ad un certo punto.
Se la vostra newsletter ha una parte molto grande di zombie i servizi come Gmail e Hotmail penseranno che state inviando messaggi poco interessanti, nei casi più estremi vi catalogheranno come spam, rendendo invisibile la vostra newsletter anche per tutti gli altri.
Il problema è che è sempre più difficile capire chi non legge le vostre mail, molti provider (soprattutto Apple Mail) per motivi di privacy non inviano i dati di apertura ai servizi come Substack, così che a noi sembra che la mail non sia stata letta, anche quando non è vero.
Per ovviare a questo problema, e distinguere gli zombie veri da quelli finti ho escogitato questo processo.
Prima ho isolato il segmento di lettori morti utilizzando i filtri che trovate nella sezione abbonati di Substack.
Ecco i parametri esatti che ho usato:
Subscription type → is → Free
Subscribed at → is before → 25 ottobre 2025 (inattivi da +6 mesi)
Email opens (last 6 mesi) → is → 0
Activity → is → 0 / no stars / least active
Link clicked → is → 0
Post views (30d) → is → 0
La cosa che non tutti sanno è che è possibile inviare delle mail solo ad una porzione dei vostri iscritti, basta selezionarli tutti e poi cliccare l’apposito tasto “manda email”, sempre nella sezione abbonati di Substack.
A questo segmento ho inviato, ad una settimana di distanza l’una dall’altra, una sequenza di email con dentro un link da cliccare che puntava ad altri articoli Substack, così da capire oltre ogni dubbio chi è ancora attivo e chi ormai ha mollato il colpo.
Ecco il dettaglio della sequenza di email
Mail con contenuto di valore (accessibile solo via link)
Mail con un altro contenuto a link (accessibile solo via link)
Mail con annuncio di cancellazione per chi non cliccava link specifico
Alla fine di questo percorso ho ripetuto il filtro di utenti qui sopra, chi risultava ancora morto anche dopo questo triplice tentativo di resurrezione è stato eliminato con un taglio netto, zac.
Superata una certa soglia di iscritti può essere utile fare un controllo di questo tipo sul vostro database e poi ripeterlo periodicamente una o due volte l’anno.
Come monetizzare una newsletter
Il vero business di una newsletter non è sempre la newsletter. A volte è l’abbonamento, a volte sono gli sponsor, altre volte sono consulenze, eventi, prodotti o opportunità che nascono perché migliaia di persone si fidano di voi. Monetizzare significa capire dove quella fiducia può trasformarsi in valore economico senza rovinarla.
Come creare una newsletter a pagamento
Costruisci un mondo attorno alla tua newsletter
Costruisci un CRM
Come creare una newsletter a pagamento
Questo è il modello di business che Substack vi suggerisce di intraprendere. Il motivo è semplice, la piattaforma guadagna principalmente trattenendo il 10% del totale dei vostri abbonamenti. A questo devi sommare un altro 3% richiesto dalla piattaforma per i pagamenti Stripe.
Un’ultima cosa a cui fare attenzione: se qualcuno si abbona alla tua newsletter dall’app Substack dell’iPhone i prezzi salgono drasticamente, fino al 30% in più. Substack infatti deve pagare commissioni ad Apple come tutte le altre applicazioni del marketplace.
Creare una newsletter a pagamento può essere un business valido se avete già una fanbase a disposizione, ad esempio su altre piattaforme social, oppure se trattate argomenti molto specifici per un target altospendente e disposto a pagare.
Il tasso di conversione tra abbonati gratuiti e a pagamento si aggira attorno al 3-5% come riportato da diversi studi sulle principali newsletter nel mondo. Esistono poi dei casi limite, che vi invito però a non prendere come esempio, come quello di Selvaggia Lucarelli che ha convertito “molto più del 10%” della sua base utenti in lettori a pagamento, con i risultati strabilianti che ben conosciamo.
Per il prezzo dell’abbonamento meglio fissarlo un po’ più alto di quello che pensate sia giusto (tendiamo a sminuirci). La maggior parte degli abbonamenti su Substack oscillano tra i 5 e i 10 dollari al mese e i 50 e 100 dollari per l’annuale. Lasciate poi la possibilità di un abbonamento da supporter con un prezzo molto superiore, dedicato ai superfan.
Sul ritmo e l’alternarsi di post a pagamento e gratuiti Nate Silver consiglia di tenere un rapporto di 1:1 in modo che ci sia abbastanza materiale esclusivo per chi ha deciso di sottoscrivere un abbonamento ma anche una continua produzione di contenuti per procurare nuovi iscritti da convertire.
Prima di lanciare un’offerta a pagamento è fondamentale chiarire, a voi e ai vostri lettori, quale sarà la value proposition della vostra newsletter, il motivo per cui qualcuno dovrebbe pagare e segmentare l’offerta di conseguenza. Per fare questo dovrete conoscere bene i gusti e i bisogni della vostra audience: studiate i dati delle newsletter che avete già inviato, fate un sondaggio o un focus group. Al momento di stilare la lista dei vantaggi per gli abbonati cercate di non essere generici: non scrivete “Novità su prodotti in anteprima” ma piuttosto “4 newsletter mensili extra con guide pratiche e liste personalizzate”.
Costruisci un mondo attorno alla tua newsletter
Il giornalista ed esperto di media Brian Morrissey parla di costruire un “universo cinematico” che parte dalla propria newsletter, proprio come fanno i film della Marvel con i loro supereroi.
Questo significa sviluppare altri canali di distribuzione come podcast, video ed eventi. Nel prossimo futuro sarà sempre più difficile riuscire a guadagnare producendo contenuti basati solo sulla parola scritta.
Spesso è un errore pensare alla newsletter come al proprio business principale. Substack è un media che serve a connettervi alla vostra audience e ai vostri clienti a cui poi vendere servizi diversi: consulenze, prodotti fisici e digitali, un’agenzia, una società di dati o altro ancora.
Costruisci un CRM
Uno dei più grandi limiti di Substack è quello di non rendere possibile la frammentazione della propria audience. Non possiamo mandare mail solo alle persone di Roma, ad esempio, né solo a chi lavora nel marketing, agli uomini oltre una certa età e così via.
Succede perché Substack è una piattaforma per la creazione di newsletter, e le newsletter non servono a vendere quanto a costruire fiducia. Per questo il consiglio è di costruire il vostro database segmentato parallelamente agli indirizzi che avete già su Substack, così da poter contattare le persone interessate per fini commerciali in maniera più granulare.
Mi sono accorto di questo limite solo col tempo ed è per questo che ho iniziato a costruire database paralleli soprattutto attraverso gli eventi sul territorio organizzati tramite la newsletter. Ad esempio un indirizzario di persone interessate alla creator economy su Milano con tutti i partecipanti alle Creator Masterclass e uno di professionisti del marketing e della comunicazione tra chi ha partecipato agli eventi su selezione che Scrolling Infinito organizza con diversi partner.
Se vuoi approfondire questi temi, compreso il modo in cui costruire un sondaggio per conoscere il tuo pubblico e creare uno spazio ADV nella tua newsletter leggi qui.
Come ho guadagnato 50.000 euro con la mia newsletter gratuita
Ciao, questa è Scrolling Infinito, la newsletter che ti svela i segreti e le novità del mondo dei contenuti, delle piattaforme e dei creator. Se questa mail ti è stata inoltrata, unisciti a più di 20.000 lettori e iscriviti subito.
Il vero valore di una newsletter
Il valore più grande di una newsletter è quello di ricordare continuamente al mondo che esisti. Ho pensato a fondo a quale fosse il vantaggio principale di un asset come una newsletter popolare e alla fine questa è la mia risposta.
C’è la fiducia costruita nel tempo nei confronti della propria community, c’è la possibilità di evitare la roulette russa algoritmica delle altre piattaforme. Una newsletter serve anche a capire quello che stiamo facendo, perché spiegare ad altri un concetto è il modo migliore per comprenderlo. Ben Thompson dice che la sua newsletter è “un diario della mia comprensione del mondo”. Joan Didion lo aveva detto anche prima: “Scrivo soprattutto per capire cosa penso”.
Tutto vero e tutto importante. La cosa più rilevante è però quella di riuscire a tornare nella testa di migliaia di persone una volta a settimana con un contenuto di valore, creando un motore di opportunità sia economiche che di crescita personale.
Se la vita è una partita a carte scrivere una newsletter è un po’ come truccare il gioco, rimettendo una volta la settimana il proprio asso in cima al mazzo.
Se lavori nella comunicazione e vuoi trasformare i contenuti in un asset capace di generare fiducia, reddito e nuovi clienti, nei prossimi mesi lancerò un percorso esclusivo per approfondire strategie pratiche e tecniche di monetizzazione direttamente con me. Sarà riservato a un numero ristretto di professionisti. Se vuoi entrare nella lista d’attesa ed essere tra i primi a ricevere informazioni sul lancio, iscriviti qui.
Capitolo V - LE LEZIONI DEI MIGLIORI AUTORI ITALIANI DI NEWSLETTER
Ho chiesto ad alcuni tra gli autori italiani di maggiore successo su Substack cosa hanno capito davvero dopo aver lanciato o monetizzato una newsletter. Le loro risposte sono la parte più preziosa di questa guida: esperienze diverse, pubblici diversi, modelli diversi, ma molti pattern comuni.
Selvaggia Lucarelli: mettere ordine nel caos
Pioniera del digitale italiano. Ora con Vale Tutto punta a trasformare una newsletter in un vero e proprio media.
Qual è la differenza tra un contenuto che fa molto discutere e uno che fa abbonare alla tua newsletter?
Ormai anche una mia opinione sul colore delle tende del condominio di fronte crea discussioni, quindi io forse sono un caso particolare. Direi comunque che non è detto che l’opinione divisiva si trasformi in abbonamenti, la gente ha una infinita prateria in cui andare a discutere sul web. Succede spesso che i contenuti che fanno abbonati siano cose che mettono ordine nel caos dell’informazione. Un pezzo che è andato benissimo, per dire, è quello su cosa ci sia negli Epstein Files. O nella sfera più pop il racconto, dall’inizio, della storia d’amore di Elodie. Il mio è un pubblico molto trasversale. Come i miei interessi, in fondo.
Qual è la cosa più controintuitiva che hai capito solo dopo aver lanciato una newsletter a pagamento e che oggi ti sembra ovvia?
Più scrivi e più guadagni. Falso. L’eccesso di contenuti può essere lesivo, la gente ha milioni di offerte editoriali e poco tempo per leggere o ascoltare poche cose ma buone.
Qual è l’errore di chi pensa che per avere una newsletter di successo basti avere i follower su Instagram?
Pensare che avere molti numeri significhi fare opinione. E quindi essere indispensabile nel dibattito. Michela Murgia faceva opinione con un numero tutto sommato contenuto di follower (molto cresciuti alla fine, purtroppo). Ci sono tantissimi “falsi influencer” che magari collezionano milioni di like ma che non hanno un vero pubblico se non quello di pancia che mette like al post emotivo o indignato. E difficilmente convertirebbero i like in abbonamenti. Serve personalità. Originalità di pensiero. Un’identità precisa.
Qual è stata una decisione sbagliata presa con Vale Tutto all’inizio, e cosa ti ha insegnato in modo concreto.
La decisione sbagliata è stata pensare che il podcast come lo facevo su Spotify potesse automaticamente funzionare anche sulla newsletter. Invece le persone non sono abituate a pagare per i podcast (audio), ce ne sono un’infinità, è un mercato saturo. Continuerò a produrre due grandi storie l’anno, ma il podcast quotidiano no. Da questo ho imparato che la mia newsletter deve somigliare il più possibile a me ed evolversi, non rimanere agganciata a quello che facevo su altre piattaforme. Sto producendo due documentari di cui uno di Serena Mazzini su un tema inesplorato e questa è una strada nuova che mi piace moltissimo. A breve poi io e Lorenzo Biagiarelli inaugureremo la sede di Vale Tutto nello spazio Ufo a Milano e si potrà assistere ai videopodcast dal vivo. La affitteremo anche ai podcaster, sarà uno spazio innovativo e estremamente versatile, ognuno potrà personalizzarlo come vuole. Ovviamente farò una festa di inaugurazione con i miei abbonati!
Info aggiuntiva: Vale tutto è numero uno per abbonati a pagamento e valore economico nel mondo in sezione cultura sulla piattaforma Substack. Il 28 maggio Substack ha invitato i loro principali creator nel mondo a New York per un meeting. Per l’Italia ci siamo io e Lorenzo, AD della società (Boutade srl NDR).
Federica Salto: pensa a sei mesi
Giornalista di moda, tra le prime in Italia ad aver lanciato una newsletter a pagamento di successo. Dopo esperienze nella redazione di Vogue Italia e a Gucci ha appena rilanciato la sua La moda il sabato mattina.
Il consiglio più importante che daresti a chi scrive una newsletter o chi vuole iniziare a scriverne una?
Pensare a sei mesi, non a sei settimane. Prima di iniziare, mettere giù una mappa dei contenuti possibili nei prossimi sei mesi e calcolare il tempo che servirà davvero per produrli, poi raddoppiarlo. Il successo di una newsletter sembra uno sprint, ma è una maratona, e quasi tutti quelli che mollano lo fanno perché hanno sottovalutato il carico nel medio periodo, non nel primo mese.
Sei stata tra le prime giornaliste italiane a credere in Substack e avere successo nella piattaforma. Ora hai riattivato la tua newsletter dopo 3 anni di pausa: come è cambiato Substack da allora?
È diventato un social vero, e questo cambia tutto. Tre anni fa era un servizio di newsletter con qualche funzione di community. Oggi è una piattaforma che premia l’interazione, ha un feed, ha le Notes, ha logiche di raccomandazione tra autori. La cosa interessante è che, almeno per ora, riesce a essere un social senza essere una rincorsa ai like: il tono resta più asciutto, meno performativo. La domanda vera è se sapranno preservarlo quando la piattaforma crescerà ancora. Tutti i social, all’inizio, sembravano belli.
Qual è la cosa più controintuitiva che hai capito solo dopo aver lanciato una newsletter a pagamento e che oggi ti sembra ovvia?
Che il pezzo migliore va lasciato libero, non chiuso dietro al paywall. La tentazione, quando attivi gli abbonamenti, è proteggere subito quello a cui tieni di più. È un errore. Il contenuto più rappresentativo serve come vetrina, è quello che ti fa conoscere e che convince le persone a fidarsi abbastanza da pagare per il resto. Farsi pagare è lo step successivo, non quello da cui partire.
Csaba dalla Zorza: la curatela è tutto
Cuoca, autrice di numerosi libri e creator da quasi un milione di follower su Instagram, ora anche su Substack con una newsletter che ha già migliaia di abbonati a pagamento.
Qual è la cosa più controintuitiva che hai capito solo dopo aver lanciato una newsletter a pagamento e che oggi ti sembra ovvia?
Le persone cercano una fonte autorevole. Pensavo che fosse più importante, in qualche modo, intrattenere, con “tanti contenuti”. Invece mi sono resa conto che chi legge non desidera avere tante informazioni, ma informazioni curate. Quindi tengo una frequenza bassa (2, 3 volte al mese massimo) e scrivo curando gli argomenti e raggruppandoli come faccio per un articolo di giornale. La formula che era tipica del blog (scrittura libera) interessa molto meno oggi.
Qual è l’errore di chi pensa che per avere una newsletter di successo basti avere i follower su Instagram?
Avere una buona fanbase su Instagram o su altri social sicuramente aiuta a ottenere una prima visibilità. Ma Substack è a tutti gli effetti una piattaforma diversa, dove le persone arrivano quando “sono stanche dei social”. Chi mi segue su IG magari si accontenta di un’immagine e di un breve testo. I lettori di Substack sono lettori, vogliono contenuti diversi. E la piattaforma aiuta molto il passaparola. Quindi: non fate l’errore di pensare che passi tutto da IG, il risultato arriva prevalentemente dall’interno.
Il consiglio più importante che daresti a chi scrive una newsletter o chi vuole iniziare a scriverne una?
Stendere un buon piano editoriale, una scaletta dei contenuti. Substack è una bellissima rivista on line. Pensatevi direttori di una rivista mensile e poi stendete il piano, quindi iniziate a lavorare: temi, proposte, immagini, testi. La curatela del contenuto è tutto.
Riccardo Bassetto: non esistono formule
Conduce il podcast Actually assieme al CEO di Chora&Will Media Riccardo Haupt. Da anni è autore della newsletter Technicismi, una delle più curate e approfondite in Italia su temi di tecnologia e intelligenza artificiale.
Il consiglio più importante che daresti a chi scrive una newsletter o chi vuole iniziare a scriverne una?
Da quando ho cominciato a scrivere la newsletter ho sempre cercato consigli di chi proponeva la formula magica per aumentare il numero di iscritti. Quello che ho capito, però, è che non esistono formule magiche e che, di fatto, la crescita di una newsletter è influenzata solamente da un unico fattore: la scrittura di un buon contenuto. Può sembrare ovvio ma è molto più importante di quello che sembra. Per fare un buon contenuto questi sono i miei consigli:
Individua esattamente una persona a cui vuoi rivolgerti: in Morning Brew quella persona era “Stephen, un ragazzo di 30 anni, equity trader in una banca d’investimento di medio livello a New York. Vive in un appartamento in East Village, arriva al lavoro in metro e ascolta Planet Money. Il suo obiettivo più grande è riuscire a sembrare preparato di fronte al suo capo“. Scrivendo la newsletter per Stephen, Morning Brew è rimasta concentrata sulla missione e sapeva esattamente di cosa parlare e con quale tono
Stai attento all’AI: l’AI generativa ha abbassato drasticamente il costo di produzione di un contenuto. Questo ha due conseguenze:
Da un lato ha aumentato la quantità di contenuti: per distinguerti non riportare solo una notizia (che i lettori potrebbero leggere da qualsiasi altra parte) ma rendi la tua newsletter unica riportando analisi approfondite, i tuoi commenti a quelle analisi e offri un punto di vista. Solo in questo modo potrai distinguerti dagli altri.
Dall’altro ha “appiattito” totalmente i testi, che sono diventati tutti uguali: il mio consiglio è di usare l’AI solamente per fare ricerca, mettere in discussione la tua tesi e fare un check finale che non ci siano errori. La vera newsletter scrivila tu, con il tuo tone of voice e il tuo stile
Dai importanza alla forma: le persone sono sempre più stanche di fruire un contenuto, soprattutto se testuale. Non sottovalutare quindi la “forma” della tua newsletter: separa i tuoi episodi in sezioni chiare (riconoscibili anche per chi è la prima volta che legge il tuo contenuto), dai un titolo a ogni sezione, all’interno della sezione dividi il testo in paragrafi, usa le immagini, sfrutta i bullet point etc
Le tue newsletter sono sempre estremamente approfondite e con una grande ricerca alle spalle. Quanto tempo ci metti a scrivere e quali sono le strategie pratiche che hai trovato negli anni per diminuire il tempo di scrittura e aumentare l’efficacia?
Scrivo Technicismi da più di 6 anni ormai e nel tempo la newsletter ha cambiato stile diverse volte. Oggi cerco di raccontare le storie più importanti all’intersezione tra tecnologia, AI e media per dare gli strumenti a tutti per capire davvero questo settore che si muove alla velocità della luce. Per scrivere ogni episodio ci metto tra le 5 e le 10 ore di scrittura diretta, che avviene nel weekend (+ ovviamente tutta la ricerca che faccio durante la settimana). Negli ultimi mesi sono riuscito ad automatizzare molte attività della newsletter che mi portavano via tanto tempo “inutile” (soprattutto legata alla relazione con i clienti, come la gestione degli slot adv, la creazione di report finali, etc). Sulla parte di scrittura, invece, credo che il mio TOV e le opinioni che esprimo siano il vero asset di Technicismi e per questa ragione limito l’uso dell’AI, che sfrutto solo nella fase iniziale di organizzazione delle idee e in quella di ricerca e di sviluppo.
Giulia Blasi: la costanza crea fiducia
Autrice di Servizio a domicilio, scrittrice e attivista, ha lavorato per la radio e la televisione pubblicando numerosi libri, l’ultimo è “Cose mai successe”.
Il consiglio più importante che daresti a chi scrive una newsletter o chi vuole iniziare a scriverne una?
Quando ho aperto la mia ero molto incostante e scrivevo quando mi pareva. Quando invece ho deciso di fare sul serio e darle una cadenza settimanale, quello è stato il grande salto di qualità. La costanza nella scrittura, dare alle persone che si sono iscritte un riferimento, sapere che il martedì arrivo (e se non arrivo, avverto). Forse è l’unico consiglio che si addica a chiunque, perché per il resto la newsletter è una cosa personale. Ognuno la fa a sua immagine e somiglianza.
Tu hai una presenza Instagram abbastanza importante (55k follower). In che modo hai usato i social per aiutare la newsletter? Secondo te Instagram è stato determinante per la tua crescita?
Sarebbe ipocrita dire che la newsletter non dipende più dai miei social, quindi non lo dirò. Però devo dire anche che l’ho aperta anche per starci di meno, sui social, per avere un rapporto più diretto con la gente che è interessata a quello che faccio (e che scrivo). Sono andata a sbirciare gli insight di Substack, e al momento la stragrande maggioranza delle persone legge la newsletter direttamente dalla mail. Subito dopo, ma con enorme distacco, c’è l’app di Substack. Instagram è al quarto posto. Questo nonostante io segnali ogni nuova uscita nel feed e nelle stories e la aggiunga al link in bio. Ho anche smesso di postare su Twitter (dove ho un seguito quasi altrettanto ampio), per cui forse ho lavorato bene a fare in modo che i social siano sempre meno rilevanti per la diffusione della newsletter. Nel senso che mi pare che ormai si sostenga per lo più da sola. Non ho la controprova, però, quindi prendila come un’ipotesi educata.
Stefano Feltri: specializzati o sparisci
Giornalista e scrittore, già vicedirettore de Il fatto quotidiano e direttore di Domani ha lanciato la sua newsletter Appunti. Il suo ultimo libro è “10 rivoluzioni nell’economia globale” (UTET).
Il consiglio più importante che daresti a chi scrive una newsletter o chi vuole iniziare a scriverne una?
Il mercato ormai è affollato, per fare qualcosa di interessante serve o una specializzazione verticale (tema) oppure orizzontale (di modalità, di linguaggio, di stile). Deve essere un appuntamento regolare, riconoscibile e con del valore aggiunto, non più solo una selezione di link o riassunti di altri contenuti disponibili, come si faceva qualche tempo fa.
Hai una newsletter che ha una modalità a pagamento, puoi fare un primo bilancio dell’esperienza? Secondo te può essere una soluzione economica per giornalisti indipendenti?
A meno di un anno dall’introduzione degli abbonamenti, per me il bilancio è sicuramente positivo, ampiamente sopra le attese. Quanto alla sostenibilità, dipende dal tipo di giornalismo: è un modello molto vantaggioso per il giornalismo di opinione, la news analysis e qualunque altra forma richieda pochi costi operativi. Per fare inchiesta o reportage non sono sicuro basti, perché non sono il tipo di contenuti che il pubblico delle newsletter tende a remunerare con un abbonamento.
Francesca Cavallo: usa la passione
Scrittrice queer, femminista, autrice, tra gli altri, del celebre volume “Storie della buonanotte per bambine ribelli”. Ha lanciato la newsletter Maschi del Futuro e ha pubblicato il libro “Storie spaziali per maschi del futuro” in esclusiva su Amazon.
Il consiglio più importante che daresti a chi scrive una newsletter o chi vuole iniziare a scriverne una?
Scegliete di parlare di qualcosa che vi appassioni MOLTISSIMO, e usate la newsletter per andare più a fondo della vostra passione.
Stai usando la tua newsletter per lanciare un testo sulle stesse tematiche. Cosa hai imparato fino ad ora su come usare una newsletter per lanciare un libro o un prodotto?
Il progetto “Maschi del Futuro” ha diverse componenti, ciascuna delle quali si integra con l’altra ma senza una sovrapposizione esatta: la newsletter è infatti un progetto di critica culturale iniziato a gennaio di quest’anno, il libro appena uscito è una raccolta di fiabe illustrate: si tratta di due prodotti che trattano un tema simile ma in modi e per target decisamente diversi. Quello che ho imparato finora è che le newsletter sono strumenti potenti nella misura in cui ci consentono di “piazzarci su una mappa” in modo che chi si sta interrogando (anche in modo confuso) sullo stesso tema su cui stiamo riflettendo noi possa trovarci, ma ciò che conta è la capacità di fornire ai lettori contenuti densi, avviare scambi profondi con la propria comunità. Le newsletter di lancio che hanno come scopo solo l’accumulazione di indirizzi email lasciano un po’ il tempo che trovano.
Gianvito Fanelli: serialità senza ansia
Fa molte cose interessanti: è la mente dietro il celebre account Instagram Vita Lenta, è autore della newsletter La colazione dei campioni e collabora con il Dipartimento per la Trasformazione Digitale.
Il consiglio più importante che daresti a chi scrive una newsletter o chi vuole iniziare a scriverne una?
Il consiglio è abbastanza trasversale: avere qualcosa da dire. Non solo perché motiverà le persone a iscriversi, che siano parte di una nicchia o meno, ma soprattutto perché motiverà noi a scrivere. Fare una newsletter, infatti, è faticoso, che si tratti di una curatela di link (come nel mio caso) o degli articoli, perché implica una serialità e la serialità è molto fragile. Proprio per questo, consiglio anche di impostare una serialità che sia sostenibile e non preoccuparsi se qualche uscita salta: è importante creare l’abitudine in chi ci legge per costruire un pubblico fedele, ma anche lasciare spazio all’attesa della prossima edizione, di tanto in tanto. E spazio a noi per respirare.
Tu fai tante cose: hai il progetto Vita Lenta, sei un giornalista e lavori per il Dipartimento per la trasformazione digitale. Sono progetti che nascono dalla newsletter o questa serve invece a comunicarli?
Sono tutte cose distinte. La newsletter, in realtà, è nata come strumento per promuovere il design strategico nelle imprese, e me come consulente a loro disposizione. Mi serviva un canale diretto per comunicare con un pubblico caldo (imprenditori e imprenditrici della mia cerchia), e costruirne uno freddo a poco a poco, senza però risultare invadente e sfuggendo agli algoritmi dei social. Senza volerlo (o forse sì), ho deviato da questo intento abbastanza rapidamente: un po’ perché il design deve nutrirsi di “tutto” e quindi mi risultava naturale non parlare direttamente di design, un po’ perché forse non avevo davvero così tanta voglia di fare quel lavoro! Oggi la Colazione dei Campioni è uno strumento che serve a me per restare informato, ma sicuramente mi aiuta anche col “personal branding”. A volte il ritorno è facile da stimare (es. le sponsorizzazioni), altre è molto intangibile. Ammetto che, per questo motivo, si tratta di un progetto “precario”, tutto basato sulla mia voglia di fare e sul mio tempo a disposizione. Per ora, fortunatamente, entrambi gli ingredienti ancora ci sono.
Valerio Bassan: coltiva un’ossessione
Autore della newsletter Ellissi, si occupa di strategia digitale e innovazione nel mondo dei media e della tecnologia.
Il consiglio più importante che daresti a chi scrive una newsletter o chi vuole iniziare a scriverne una?
Scrivi di un argomento che ti rende felice, e soprattutto trovane uno che ti costringa a imparare qualcosa di nuovo ogni volta. Coltiva un’ossessione senza farti ossessionare. E stai sempre vicino al tuo pubblico, grande o piccolo che sia, perché se lo merita.
Ellissi ha avuto una parentesi con una formula anche a pagamento: perché hai deciso di eliminarla? Che difficoltà hai incontrato?
Avere 120 membri paganti è un grande regalo, ma anche una discreta responsabilità: coltivare una membership significa garantire dei benefit regolari, e io avevo bisogno di ritrovare un palinsesto editoriale meno stringente. Ho quindi deciso di far tornare Ellissi a un modello completamente aperto, mettendo al primo posto la crescita organica del pubblico della newsletter.
Gianluca Diegoli: scrivi anche nel vuoto
Autore della newsletter [Mini]marketing, si occupa di consulenza su strategia di marketing, ha scritto libri e insegna allo IULM e in alcuni Master Executive.
Il consiglio più importante che daresti a chi scrive una newsletter o chi vuole iniziare a scriverne una?
Puntare a un’audience che sia non più grande di 50000 e non più piccola di 10000 potenziali interessati.
[Mini]marketing è partito tempo fa come blog e si è evoluto in newsletter. Che differenza c’è tra scrivere un blog e una newsletter? Cambia solo il metodo di distribuzione?
In fondo – parlo personalmente – non ci trovo molta differenza. Nel blog una volta la gente rispondeva nei commenti, poi ora direttamente alla mail, poi Substack ha rimesso un certo tipo di engagement. Diciamo che con il blog eri sempre più intermediato dall’algoritmo della SEO di Google, che francamente ho sempre detestato. Ecco, con la newsletter non c’è. Di base devi avere confidenza con la parola scritta. Ti deve piacere scrivere anche quando non ti legge nessuno, peggio di imparare a sciare: prima di divertirti passa del tempo.
Pietro Minto: non scrivere pipponi
Autore di Link Molto Belli, si occupa di tecnologia e scrive su Il Post, Il Foglio, Lifegate, Linkiesta e altre testate. Nel 2021 ha pubblicato Come annoiarsi meglio (Blackie Edizioni) e l’e-book Cos’è Amazon (Einaudi).
Il consiglio più importante che daresti a chi scrive una newsletter o chi vuole iniziare a scriverne una?
Ciao Andrea! Il mio consiglio è di non scrivere pipponi. In generale, forse, ma nelle newsletter in particolare. Cerco sempre di ricordare che le newsletter sono mail, posta elettronica che mandi a gente che non conosci, quindi è meglio andare subito al punto e non scrivere “longform”, santo cielo. Avere una “funzione” (una passione, un “servizio” che vuoi offrire con la tua newsletter) e non scrivere pipponi, quindi.
Link Molto Belli è una delle newsletter più longeve che conosco: come hai visto cambiare il panorama di questo formato distributivo negli anni?
Mi pare che le newsletter si siano professionalizzate: se prima erano blog, al massimo fanzine, adesso vorrebbero essere magazine. E poi c’è gente che fa growth hacking, spam e cose del genere, sigh. Spero che questa wave e l’ascesa della piattaforma Substack (che è uso, è gratis!) non rovini il giochetto, che rimane comunque spedire mail agli sconosciuti. Chissà, magari finiscono i soldi prima e siamo a posto così.
Francesco Oggiano: trova la tua nicchia
Autore di Digital Journalism autore di podcast e del libro “Sociability, Come i social stanno cambiando il nostro modo di informarci e fare attivismo” (Edizioni Piemme 2022).
Il consiglio più importante che daresti a chi scrive una newsletter o chi vuole iniziare a scriverne una?
Cercati una nicchia, trovati una cosa di cui sei ossessionato, coltivala e fai una newsletter su quella nicchia, non deve essere una newsletter generica sui tuoi pensieri.
Sei tra i pochi che vedo in Italia a sperimentare col meccanismo dei referral: come sta andando? Funzionano?
I referral non stanno andando né benissimo né malissimo, diciamo medio. È una cosa che in Italia ancora non c’è e va capita, quindi non stanno andando a livello di fuochi d’artificio. Diciamo che è una cosa gratuita di cui uno può approfittare, ma credo molto di più al passaparola o nell’inoltro delle mail.
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Complimenti di cuore per questa super guida utilissima per chi come me vuole iniziare su Substack! Grande!