Dire la verità online non basta più
Nella sua Creator Masterclass, Francesco Oggiano racconta il lato oscuro dell’informazione online.
“Un paio di minacce di morte le ho ricevute, nei DM. Uno mi ha scritto proprio: ‘Le persone come te sono da eliminare’”. Lo racconta Francesco Oggiano durante la sua Creator Masterclass organizzata in collaborazione con il festival Educa Immagine, e ad ascoltarlo ci sono centinaia di persone, sedute in platea e nei palchetti del teatro Zandonai di Rovereto.
Francesco Oggiano è uno dei news creator più famosi d’Italia: quasi 300mila follower su Instagram, oltre 30.000 iscritti alla newsletter e un canale YouTube che macina views. Ma fare informazione nel labirinto delle piattaforme è sempre più complicato.
Gli algoritmi premiano lo scontro e chi prova a smascherare fake news e complottismi rischia di diventarne vittima. Francesco ha parlato proprio di quando, dopo il presunto saluto nazista di Elon Musk, ha dovuto attraversare quelle che, forse, sono state le 24 ore più difficili della sua carriera.
Nella sua Creator Masterclass abbiamo scoperto di quante ore di lavoro ci sono dietro un Reel di pochi secondi, la differenza tra un click e un lettore in carne ed ossa e il manuale pratico per sopravvivere ad una shitstorm.
📺 Guarda la Creator Masterclass - Francesco Oggiano: 24 ore dentro una shitstorm
Con Francesco Oggiano abbiamo parlato di:
Cosa succede quando un contenuto esce dalla tua community
Quante ore di lavoro servono davvero per un Reel informativo di 2 minuti
Come usare l’AI senza trasformarla in una scorciatoia pigra
Perché il tempismo domina l’algoritmo
Come si gestisce una sezione commenti quando diventa tossica
Da dove arrivano i ricavi di un news creator
Prima di entrare nella Masterclass tre veloci aggiornamenti:
🎟️Sconto esclusivo: questo weekend ci sarà il Digital Journalism Fest 2026, organizzato proprio da Francesco Oggiano. Entra con uno sconto del 15% usando il codice “Scrolling15”. Acquista il tuo biglietto.
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Come creare una notizia a prova di AI
La prospettiva personale, il proprio tono di voce e un approccio originale sono le uniche armi che ci rimangono per resistere all’assalto dell’intelligenza artificiale. “L’AI ancora non può fare due cose che un creator può fare: la personalizzazione e l’attivazione”, ecco perché, oltre il taglio editoriale, per Francesco Oggiano la capacità di uscire dallo spazio digitale “è la metrica più importante”. Non a caso l’anno scorso ha lanciato il Digital Journalist Fest.
“Un giornalista che parla di Siria e un giornalista che parla di Belen Rodriguez per me sono uguali. Io non li giudico sul tema di cui si occupano. Tutto sta in come lo fanno”. L’obiettivo è quello di “portare valore aggiunto” al proprio pubblico, e sui social il valore non è mai nella notizia in sé, spiega, ma è nel taglio che le si dà.
Il tempismo non muore mai
Uno dei contenuti di maggior successo del suo Instagram è stato quello fatto in occasione dell’ultimo Super Bowl, a proposito dell’Halftime Show di Bad Bunny. Lo abbiamo analizzato nei dettagli.
Oggiano spiega che il tema funzionava perché teneva insieme “sport, intrattenimento, politica, musica, identità culturale e immagini forti”. “Ma il vero ingrediente per cui ha spaccato è stato il tempismo”.
Francesco ha pubblicato il contenuto alle 9 del mattino, dopo una notte insonne in cui aveva seguito l’evento sportivo per DAZN. “Le persone italiane che si sono svegliate hanno visto come primo contenuto questo qua. Dopo sono usciti gli altri. Se questo stesso video l’avessi pubblicato a mezzogiorno, avrebbe fatto la metà delle views”.
Alcuni elementi base del giornalismo classico, come la tempestività, rimangono immutati in un contesto digitale, a patto ovviamente di rispettare “la cura e la verifica” di ogni contenuto.
Per un reel di 2 minuti ci vogliono 4 ore di lavoro
Ecco le fasi che portano alla creazione di uno dei Reel informativi di Francesco Oggiano:
Lettura dei giornali: “Su un quotidiano cartaceo troverai più informazioni di quelle che puoi trovare in dieci pagine social”.
Ricerca: circa un’ora
AI come supporto: “Ho un prompt di due pagine che ho elaborato. Uso molto la deep research di ChatGPT, Claude e Gemini che è abbastanza affidabile. Però devo ricontrollare sempre tutto”.
Verifica delle fonti
Scrittura: un’ora, 3000 caratteri per un video di 2-3 minuti.
Registrazione: quindici minuti, compreso il tempo di vestirsi
Montaggio e sottotitoli: “È la parte più lunga, diciamo due ore”.
Pubblicazione
Quindi, riassumendo, “per un video Instagram che dura un paio di minuti ci sono circa quattro ore e mezza di lavoro dietro”.
Come gestire la sezione commenti
Quando si parla di temi d’attualità, e un Reel diventa virale, spesso significa attirare una grande massa di persone, magari con opinioni incendiarie e poca conoscenza del tema o di chi ne sta parlando. “Vogliono delle conferme alle loro certezze, vogliono usare le tue parole come munizioni per i loro argomenti”.
Per questo Francesco ha una politica molto severa nella gestione dei commenti e quelli considerati poco costruttivi li cancella. Ma non si tratta di censura, puntualizza. “Censurarti significa impedirti di dire quello che vuoi dire. Io semplicemente ti sto impedendo di notificarmi i tuoi insulti sulla mia pagina”.
Il problema di gestire commenti e reazioni che vanno oltre la propria community è sempre più grande. Instagram e TikTok non mostrano più solo contenuti alle persone che hanno scelto di seguirti ma, se un video ha successo, lo spingono alla unconnected audience. Il creator, quindi, non parla più solo alla propria community ma anche a persone che non lo conoscono, non lo seguono e non hanno nessun patto di fiducia con lui.
Come guadagna un news creator
A differenza di altri creator non giornalistici la torta dei guadagni di Francesco Oggiano è piuttosto diversificata, attivando molteplici fonti di reddito:
40% contenuti dal vivo: eventi, speech, talk.
30% contenuti editoriali: podcast, Reel per editori e brand.
20% consulenza: progetti in cui non c’è il suo volto ma in cui aiuta brand ad essere presenti online.
10% newsletter: ADV e banner pubblicitari.
24 ore dentro una shitstorm
Un contenuto che, nella sua carriera di news creator, ha fatto nascere una shitstorm è quello sul presunto saluto romano di Elon Musk alla cerimonia di insediamento di Donald Trump, nel gennaio 2025.
“Secondo me sbagliando, molti giornalisti iniziano a fare post in cui dicono che Musk ha fatto il saluto nazista con intenzione del nazismo. Io però mi fermo e dico: ma qual è la prova, la fonte, l’indizio che giornalisticamente dobbiamo avere per fare un’affermazione netta di questo tipo?” Una scrupolosità che, in un momento in cui molti volevano conferme più che dubbi, gli è costata una serie di commenti di odio.
“Un paio di minacce di morte le ho ricevute, nei DM. Uno mi ha scritto proprio: ‘Le persone come te sono da eliminare’”. Da questa esperienza, Oggiano ha tratto un piccolo manuale pratico su come gestire situazioni del genere:
Fase uno: “Devi bloccare e segnalare tutte le persone che usano linguaggio sgradevole. Non vi dovete mai preoccupare di essere simpatici agli odiatori, sono dei bulli”.
Fase due: “Chiudere i commenti se è necessario. E, se possibile, staccare dai social”.
Fase tre: un eventuale video di scuse è facoltativo, l’attenzione sul caso cala in poche ore: “aspetta semplicemente, perché nel giro di 24 ore tutto passerà e andranno a linciare qualcun altro”.
Secondo Oggiano: “Non c’è mai davvero l’intenzione di fare giustizia nelle gogne mediatiche, è solo scaricare la rabbia su una persona”. Oggi è toccato a un giornalista, domani a un creator, dopodomani a chiunque abbia pubblicato una frase nel momento sbagliato.
Per questo vale la pena guardare la Masterclass completa: perché chiunque corre il rischio di essere convocato dal tribunale dell’algoritmo.
📺 Guarda la Creator Masterclass - Francesco Oggiano: 24 ore dentro una shitstorm
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Altro pezzo utilissimo. Per me che non ho tempo leggere gli highlight delle tue masterclass è efficiente oltre che molto piacevole.