Ecco perché hai smesso di crescere su Instagram
Grafici, dati e le parole di Adam Mosseri, Head of Instagram.
È successo: Scrolling Infinito ha superato i 20.000 iscritti.
Questa non è più solo una newsletter, ma è diventata una community che negli ultimi due anni si è ritrovata in oltre 20 eventi tra Creator Masterclass e appuntamenti di formazione. Cosa succede adesso? Ho grandi progetti per il 2026: qui abbiamo appena iniziato.
📷 Oggi andiamo a fondo della piattaforma più amata dagli italiani: Instagram. Analizzeremo le parole del suo capo, Adam Mosseri, e scopriremo i suoi segreti e come cambierà nel 2026.
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Instagram 2026: cosa devi sapere ora
Hai la sensazione di non capire più come funziona Instagram? Allora sei nel posto giusto.
Oggi analizziamo in profondità in che modo la piattaforma è cambiata negli ultimi mesi e, soprattutto, dove è diretta nel prossimo futuro. Lo faremo attraverso dati, grafici e le parole del suo responsabile, Adam Mosseri.
Lo scorso settembre Instagram ha superato il traguardo dei 3 miliardi di utenti attivi mensili ma, al tempo stesso, sembra aver perso per strada parte della sua identità. Per molti brand, media e creator è diventata una casa-base da cui far partire la propria comunicazione, ma il cuore delle community è sempre più spesso su altre piattaforme: da TikTok a YouTube passando per la sempre più aggressiva Substack.
Proprio il capo di Instagram, Adam Mosseri, in un’intervista con Marques Brownlee, uno dei più grandi creator mondiali (che in pochi, in Italia, hanno visto), ha messo in fila tutto quello che è successo dietro le quinte di Instagram negli ultimi mesi e spiegato in che modo intende continuare a cambiare la piattaforma e il suo algoritmo nei mesi a venire.
Cosa troverete in questo post
Video, video, video
Il nuovo menù di Instagram
L’importanza dell’originalità
Potere alle persone
Il problema con i creator
Il futuro di Instagram
Ecco tutto quello che bisogna sapere per utilizzare Instagram al meglio oggi e farsi trovare pronti per ciò che accadrà nel 2026.
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Video, video, video
La prima cosa che salta all’occhio è la crescente attenzione di Instagram per il formato Reel che guadagna sempre più spazio nel feed di tutti.
Questa ossessione per i video non è dovuta a un motivo economico, ma a un’analisi del comportamento degli utenti. Dice Mosseri: “In verità i video non sono il massimo per il nostro business, nel tempo in cui guardi un video avresti potuto vedere molte foto, e dunque il numero di pubblicità che vedrete diminuisce, così come la nostra capacità di monetizzazione. Puntiamo sul video perché è quello che produce più engagement e, se non vogliamo che le persone abbandonino Instagram per altre piattaforme video, anche noi dobbiamo puntare su quel formato”.
La crescente importanza dei video per la crescita di Instagram ha portato la piattaforma a lanciare la sua prima app per iPad che, diversamente da quella per smartphone, ha proprio i Reel come elemento di partenza per qualunque utente.
“Se vedi come le persone consumano video” dice Mosseri, “lo fanno per meno volte al giorno di quanto non usano altri formati, ma lo fanno per un tempo più lungo. Quindi meno sessioni al giorno ma ogni sessione è molto lunga. E questa è anche la forma in cui si utilizzano i tablet, li usano meno volte al giorno dei telefoni ma per un periodo più lungo”.

👉 Cosa fare ora: i video sono lo strumento più importante per far crescere un profilo e raggiungere più persone. Le parole del capo di Instagram dimostrano che lo saranno ancora di più nel prossimo futuro.
Per far crescere velocemente il vostro profilo:
Aumentate la produzione video con hook chiaro nei primi 3 secondi.
Trovate dei format replicabili e facili da produrre.
Capite quali video vengono condivisi, non solo visti.
Analizza i tuoi post statici di maggior successo e convertirli in video.
Il nuovo menù di Instagram
Meno di un mese fa Instagram ha cambiato il suo menù di navigazione, forse l’innovazione più traumatica che una piattaforma possa implementare, segno di una grandissima rivoluzione in corso. Nel nuovo menù la posizione centrale è dedicata ai DM e, accanto, c’è il tasto per entrare nella sezione dei Reel.
Instagram sta cercando una soluzione a un dilemma che la divora da più di un anno. Da una parte deve cercare di continuare a crescere, permettendo alle persone di scoprire contenuti nuovi provenienti da persone che non conoscono (la cosiddetta unconnected audience), concedendo maggiore visibilità ai creator e ai brand in piattaforma.
Dall’altra deve differenziarsi dai competitor (TikTok in primis) e per farlo stressa moltissimo la sua funzione di messaggistica, i DM, che permette di creare community (connected audience) in piattaforma e che, sempre secondo Mosseri, “è diventato il modo principale in cui le persone condividono contenuti”.
👉 Cosa fare ora: in un panorama saturo come quello di Instagram, la crescita organica è sempre più difficile. Per questo bisogna progettare contenuti video (massima reach) che, sin dall’ideazione, contengano un buon motivo per essere condivisi dai singoli utenti (la funzione più utilizzata in assoluto).
In questo viene in aiuto l’ottimo specchietto ideato da Rachel Karten, social media strategist e autrice della newsletter Link in Bio, che prova a misurare il tasso di “condivisibilità di un post” e dare qualche indicazione al riguardo.
Prima di creare un carosello o un Reel fatevi queste domande:
Il vostro post farà sentire la vostra audience al centro della conversazione?
Aiuterà gli utenti a entrare in connessione tra loro?
State fornendo un servizio utile alla vostra community?

L’importanza dell’originalità
Come se non bastasse la concorrenza di TikTok e YouTube, ora Instagram se la deve vedere anche con Sora, la nuova app di OpenAI basata su video interamente generati dall’intelligenza artificiale.
Come dice il saggio “quando tutti fanno zig, tu devi fare zag” e per questo Instagram sta dando sempre più importanza all’elemento di originalità e creatività umana dei contenuti della propria piattaforma, anche a costo di perdere un po’ di soldi.
Anche l’algoritmo è stato recentemente modificato in questo senso, dice Mosseri: “Ci sono un paio di scommesse che stiamo facendo e che non servono a massimizzare il tempo che le persone passano su instagram, o i soldi che guadagnamo o l’engagement che abbiamo. Oggi ci concentriamo molto sull’originalità e cerchiamo di portare quanto più traffico e distribuzione possibile su creator originali invece che aggregatori. La scommessa è quella di costruire nel tempo un rapporto con la community creativa che ci beneficerà in maniera indiretta nel corso degli anni”.
👉 Cosa fare ora: se il vostro account si limita a raccogliere meme e video provenienti da altri account siete morti. Abbandonate qualunque processo di aggregazione di contenuti altrui o di semplice curatela e puntate tutto sulla produzione di contenuti originali (nel linguaggio dei creator) pensati per la vostra audience:
Cosa vuol dire essere originali su Instagram:
Create almeno un contenuto a settimana che non possa esistere altrove.
Usa la regola del 60/30/10: 60% format consolidati, 30% remix di trend, 10% idee radicalmente nuove.
Se usi AI, usala come assistente, non come autore: rendi visibile la tua voce.
Misura il successo da salvataggi e condivisioni, non solo dai like e dalle views.
Questa enfatizzazione dell’elemento umano e creativo è stata la ragione del lancio del progetto Rings in cui la stessa piattaforma ha premiato 25 tra i suoi creator più brillanti e innovativi. La giuria, tra cui spiccano personaggi come Spike Lee, Marc Jacobs e KAWS, non teneva in considerazione il numero di follower né i risultati di un determinato account, ma solo la sua capacità di produrre contenuti unici e autentici, qualunque cosa questo voglia dire.

Potere alle persone
Instagram ha lanciato una nuova funzione chiamata “Tune your algorithm“ che permette agli utenti di segnalare i temi a cui sono più interessati. Si parte da una lista di parole chiave che, grazie all’AI, vengono estratte dalle nostre ricerche in piattaforma e che possono però essere integrate e modificate anche manualmente.
Ancora una volta la necessità è quella di distinguersi dai competitor completamente automatizzati, dove gli utenti hanno sempre meno voce in capitolo e l’algoritmo sembra leggerci nella mente.
L’idea è venuta al team di sviluppo seguendo un meme virale su Threads qualche mese fa in cui gli utenti scrivevano lettere all’algoritmo in cui elencavano i temi a cui erano interessati, sperando così di influenzarlo.

Se in quel caso si trattava di un processo inutile, il segnale è stato però recepito da Meta che oggi l’ha trasformato in una funzione reale per tutti gli utenti di Instagram.
Una scommessa rischiosa perché parte dall’assunto che le persone conoscano i propri gusti e siano oneste al momento di inserirli nel sistema. Il successo di TikTok è basato, all’opposto, nel togliere qualunque elemento decisionale agli utenti e confidando nel fatto che l’algoritmo sa cosa vogliono vedere davvero. Un processo che diminuisce la fatica di chi utilizza l’app e che ci permette di guardare qualunque tipo di sciocchezza possibile perché tanto “la colpa è dell’algoritmo…”
Il problema con i creator
Uno dei più grandi fallimenti di Instagram è quello di non essere riuscita a creare, anche a differenza di Facebook o YouTube, un sistema di revenue sharing per i creator della piattaforma che permette agli utenti di monetizzare i propri contenuti in maniera efficiente.
In mancanza di un metodo di remunerazione diretto ecco come i creator possono fare soldi con Instagram oggi:
Partnership con i brand: sono accordi che vengono fatti fuori dalla piattaforma tra i creator e i brand e che, secondo Mosseri, superano la cifra totale di 10 miliardi di dollari l’anno (dati raccolti più di 2 anni fa).
Pagamenti diretti degli utenti: Instagram permette agli utenti di dare mance (attraverso la funzione tipping) o di abbonarsi ai contenuti extra di un determinato profilo (proprio come accade su OnlyFans). Entrambe però sono funzioni ancora poco utilizzate.
👉 Cosa fare ora: se sei un creator non puntare esclusivamente su Instagram come tua piattaforma principale.
Come sfruttare Instagram al massimo:
Usa i DM per chiudere partnership.
Continua a usare la piattaforma come canale di scoperta.
Ma costruisci un tuo Creator funnel verso luoghi in cui monetizzare anche direttamente (newsletter a pagamento, vendita prodotti fisici e digitali etc).
Inserisci in bio un link verso newsletter, shop o piattaforme premium.
Il futuro di Instagram
AI: secondo Mosseri dobbiamo uscire dalla dicotomia tra contenuti reali e contenuti sintetici (generati con intelligenza artificiale). Probabilmente attraverseremo una prima fase di mezzo in cui l’AI sarà solo uno strumento di abilitazione per i creator. Per questo Instagram ha da poco lanciato la funzione Restyle che permette di modificare elementi grafici dei propri post in maniera istantanea
TV: dopo YouTube e TikTok, anche Instagram vuole andare in TV. “Se il consumo di queste piattaforme si sta muovendo in questa direzione, allora dobbiamo muoverci verso la televisione anche noi” ha detto Adam Mosseri che ha ammesso di stare accarezzando l’idea di un’app interamente dedicata a questo specifico device, naturale evoluzione di quella appena rilasciata per iPad.
Realtà aumentata: la cosa si complica quando uno schermo non diventa semplicemente più grande (come nel caso del passaggio da mobile a TV), ma cambia del tutto forma. Come potrebbe essere una futura versione di Instagram pensata per gli occhiali di realtà aumentata creati da Meta in collaborazione con Ray-Ban e Oakley? A questa domanda nessuno sa rispondere, neanche il capo di Instagram.
Qui potete vedere l’intervista completa che il creator americano MKBHD (Marques Brownlee) ha fatto all’Head of Instagram, Adam Mosseri.
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Come nascono i suoi video (chi monta, chi edita, come scegliere l’incipit giusto)
Come sono divisi i suoi guadagni
Come ha affrontato, e superato, il suo burnout
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👏👏👏👏 ottimo contenuto! Mi trovi davvero d’accordo con le analisi che ha fatto.
Ovviamente, essendo sistemi complessi, possono esserci degli outlier, ma mi torna tutto.
Bravo!
Ottimo approfondimento, grazie Andrea.
Non è una novità che Instagram si stia rivolgendo sempre più ai creator che ai brand (figuriamoci agli utenti "normali" che non rientrano nelle altre due categorie) e questo lo confermano anche, banalmente, i reel che pubblica Mosseri sul suo profilo. Ma mi chiedo sempre più spesso: come possono i brand, le aziende, tornare ad emergere ed essere efficaci su questa piattaforma? Mi rispondo: devono pensare e comportarsi come fossero creator "umani", anche se non è sempre facile tradurlo in azioni specifiche. Di certo, investire in budget adv non basta più.