10 format video da copiare subito
Dieci reference che ogni team contenuti dovrebbe studiare.
Ci sono video che sono solo bellissimi e altri che vanno anche studiati in ogni loro singola parte. Oggi ne vedremo insieme 10 tra i miei preferiti di tutti i tempi.
Non si tratta di copiare il lavoro altrui quanto di applicare il concetto dell’ingegneria inversa: smontare un’idea geniale nelle sue parti più piccole, capirne il funzionamento, e ricostruire qualcosa di originale ed efficace per i nostri scopi.
Prima però qualche veloce aggiornamento:
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10 format video geniali (da copiare subito)
1. Overheard at #Wimbledon
Il format social più originale del torneo di tennis inglese non si concentra sui giocatori in campo ma sugli spettatori sugli spalti. In questa serie di clip, che raccolgono regolarmente più di 1 milione di views l’una, vediamo il pubblico del torneo commentare ciò che accade sul campo in maniera libera e autentica, vero valore aggiunto del format.
C’è il sapore della reaction video, ma anche la sensazione di spiare di nascosto una conversazione che non dovremmo davvero ascoltare: una specie di Grande Fratello dello sport.
Come racconta Rachel Karten nella sua newsletter Link in Bio, il team social di Wimbledon approccia degli spettatori del torneo, chiede la loro disponibilità e gli fa indossare dei mini microfoni (DJI). A quel punto le persone che accettano vengono riprese da grande distanza per circa 20 minuti, sperando che queste si dimentichino della presenza di camera e microfoni e si comportino nella maniera più naturale, e buffa, possibile. Il giorno seguente i videomaker guardano e selezionano il girato costruendo narrazioni divertenti.

2. Jon Breaks Bad News
Il nostro Jon è in diretta su YouTube, Twitch e X ogni lunedì e giovedì alle 20 precise. Durante la live mette in scena un format semplice ed efficace: chiama al telefono delle ignare persone per dare loro delle pessime notizie. I mandanti sono amici (o nemici) dei malcapitati che hanno fornito a Jon il numero da chiamare e il messaggio da recapitare.
Gli scherzi telefonici sono uno dei meccanismi più efficaci nelle piattaforme digitali, dai tempi di Frank Matano o dalla lavatrice di Magnotta (se non sapete chi è Magnotta disiscrivetevi subito da questa newsletter).
In questo caso il classico prank è formalizzato in maniera particolarmente originale: le bad news del titolo creano un meccanismo di produzione contenuti a basso sforzo, ma ad alto effetto. Infatti l’input di partenza è fornito dalla community (ci sarà sempre qualche bastardo che commissiona una chiamata) e dall’altro la diretta con gli scherzi in serie è un flusso che si presta perfettamente ad essere spacchettato in decine di pillole da distribuire nei social, dove raggiungono spesso le centinaia di migliaia di views, a volte il milione.
In collaborazione con Koralia
Come costruire una community che non dipende dai social
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Tre ore insieme, tra casi reali, numeri concreti e strumenti operativi per capire:
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Come usare newsletter, podcast e YouTube come asset
Come convertire l’attenzione in community
Per chi è pensato
Creator con un progetto attivo
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La partecipazione è gratuita su selezione, i posti sono limitati.
🗓️ mercoledì 13 maggio
🕒 10:00 - 13:00
📍 NOISE Il Cinemino - Via Ascanio Sforza 49, Milano
🎟️ Gratuito (su selezione)
Con Andrea Girolami (founder Scrolling Infinito) e Giulia Innocenzi (giornalista)
Dopo il talk: light lunch & networking.
FAQ
Sì, l’evento è totalmente gratuito.
Se vuoi coinvolgere un collega o un amico/a basta che anche lui/lei si candidi con il form.
È pensato per creator con un progetto attivo e vogliono trasformare i contenuti in un asset indipendente. L’iscrizione è aperta a tutti, ma verrà effettuata una selezione dei partecipanti per garantire la migliore esperienza possibile.
3 Hot & Single
La gran parte dei format in circolazione sono interviste travestite. In questo caso l’idea è quella di creare un identikit del protagonista della puntata con l’obiettivo di trovargli un partner e, con questa scusa, creare con lui delle gag divertenti.
Autrice e conduttrice di Hot & Single è Stephanie D’Agostini, in arte Stef Dag, che ha avuto l’idea leggendo la newsletter della casa di produzione in cui era stata assunta, dove c’era una rubrica intitolata proprio Hot & Single, provando quindi a tradurla dalla forma scritta a quella video.
Quello di spostare un’idea da un mondo ad un altro è una delle chiavi di quello che il creator Jon Youshaei chiama “copiare con stile”. Si può fare passando da un media ad un altro come nel caso di Stef o anche tra diversi generi, settori o epoche.
4. Discovering Artists IRL
Uno dei miei format preferiti purtroppo ha smesso di postare nuovi contenuti, nonostante 1 milione di follower tra TikTok e Instagram. L’idea è semplice: chiedere ai passanti se sono dei musicisti e, nel caso di risposta positiva, suonare un po’ della loro musica facendogli un ritratto video.
Il meccanismo sembra banale, ma nasconde una triplice efficacia: in pochi secondi abbiamo un video di street style (non penserete che le persone vengano fermate per strada senza un criterio, soprattutto la prima della serie), una micro intervista al protagonista del video e un ritratto e consiglio sonoro finale. Proprio la musica ha un grande problema di discoverability in video, che format di questo tipo sono riusciti a risolvere brillantemente.
5. Ciao me tra 10 anni
Questo non è un format da serializzare ogni settimana, ma è una masterclass su una cosa decisiva: come rendere gigantesca un’idea quasi a costo zero. MrBeast è lo YouTuber più seguito al mondo e non è un caso. Jimmy, questo il suo vero nome, anche quando non aveva un soldo è stato capace di produrre video epocali perché ha capito, prima e meglio di altri, qual è il segreto definitivo di una produzione video.
La fatica è alla base di clip come “Ho contato fino a 100.000” (il video originale dura 40 ore) e quello qui sopra che ha pensato e registrato 10 anni fa, programmando l’uscita in un futuro lontano. Una grande idea, a costo zero, che però nasconde il problema di dover attendere ben 10 anni per poterne misurare il risultato.
La formula è semplice: qualunque video voi produciate deve esprimere un alto valore produttivo. Potete riuscirci investendo denaro, come fa oggi MrBeast quando regala soldi agli sconosciuti, oppure mettendoci sangue e sudore, come faceva Jimmy prima di diventare famoso.
6. A view from a bridge
Una mattina di febbraio del 2024 Joe Bloom ha piazzato un telefono rosso sul Tower Bridge di Londra e, con l’aiuto di un assistente, ha invitato i passanti a prenderlo in mano e a parlare con lui, mentre registrava da 500 metri di distanza. Ogni video, girato lo-fi con una camera datata, parte da un primo piano e poi si allarga lentamente. C’è una regola semplice, un’estetica riconoscibile e una distanza fisica che aiuta le persone a dimenticarsi della camera.
Il successo del format, raccontato in questo articolo del Guardian, è stato veloce e oggi i suoi account social hanno circa 1 milione di follower tra TikTok e Instagram. Le persone che parlano al telefono non sono solo sconosciuti ma, come succede in questi casi, anche personaggi famosi in cerca di promozione come l’attore Riz Ahmed o Damon Albarn.
Per stessa ammissione di Bloom l’ispirazione è venuta da un account come Humans of New York che per anni ha documentato le storie degli abitanti della metropoli attraverso una direzione artistica estremamente riconoscibile.
7. Come usare l’AI, male
Finalmente ho trovato qualcuno che ha capito come mettere in scena l’AI in modo divertente. Husk si diverte a torturare ChatGPT sottoponendolo agli interrogatori più surreali. In un sistema in cui l’intelligenza artificiale sembra ogni giorno più minacciosa, questo format unisce un sentimento liberatorio alla pura gag comica.
Tecnicamente, come nel caso di Jon Breaks Bad News, l’interazione uomo macchina permessa dalla funzione vocale di ChatGPT funziona come un meccanismo infinito, a costo zero, di produzione di contenuti comici, che nessuno aveva ancora avuto l’idea di sfruttare.
Esperienze simili di confronto tra umano e AI emergono anche in territori differenti (“copia con stile”) come nel caso di questo video diventato virale negli ultimi giorni in cui il Senatore degli Stati Uniti Bernie Sanders si confronta con il chatbot Claude.
8. Se la vita dei creator fosse un film
Lucas e Curtis sono un duo di registi australiani noti come Sticks e negli ultimi anni hanno collaborato con tutti i più grandi creator del mondo: da Ryan Trahan a MrBeast. La loro intuizione è stata quella di portare uno stile cinematografico su YouTube, non solo nelle riprese quanto nel concept e nel packaging (thumbnail) e applicarlo a quelli che erano i più grandi volti della piattaforma.
La prima genialata è stata quella di immaginare dei micro-film sulla vita delle superstar di YouTube, le stesse con cui sarebbero finiti a collaborare: da Emma Chamberlain a Mark Rober. In questo caso inoltre il linguaggio unscripted delle challenge e dei vlog di YouTube si incrociava con quello scripted dei film à la Netflix, con tanto di set, attori ed effetti. La logica è la stessa con cui vengono prodotte le serie sulle vite dei Santi di Rai1: sfruttare le proprietà intellettuali preferite del tuo pubblico di riferimento. Più che un singolo video, questo è un template: prendi una figura già amata dal pubblico e la trasformi nel personaggio di un micro-film.
La seconda intuizione è stata trasformare quel primo corto in un altro contenuto ancora più forte: la reaction del creator davanti al film sulla loro vita.
9. Un mio tipo di giornata tipo secondo la mia tipa
Anche in questo caso non si tratta tanto di un format quanto di un semplice video geniale. Luis Sal è il miglior creator italiano con il solo limite di concepire ogni video come una piccola opera d’arte, dunque difficilmente serializzabile.
Cosa succede a prendere un voiceover alla lettera? Più la voce racconta qualcosa di quotidiano e credibile, più la messa in scena può spingersi verso il surreale senza perdere autenticità.
La cosa difficile è avere un voiceover vero - e divertente - come quello della fidanzata di Luis in questo caso.
10. Il video più importante di internet
Il titolo è volutamente esagerato, ma fino ad un certo punto. Casey Neistat è uno degli YouTuber più famosi di sempre ma questo video è una storia a sé.
Con “Do More” per la prima volta il mondo del marketing si è reso conto del cambio di paradigma che il digitale imponeva. I brand non potevano più pretendere attenzione ma dovevano guadagnarsela creando contenuti al pari di qualunque altro utente. Neistat prende un brief commerciale e lo ribalta: invece di interrompere l’attenzione, costruisce un contenuto capace di meritarsela.
Neistat è stato capace di dimostrarlo ad un player importante come Nike che, invece di un semplice spot, si è portata a casa - contemporaneamente - un documentario da centinaia di milioni di views e un pezzo di storia della cultura digitale.
Questi dieci video sembrano diversissimi. In realtà girano quasi sempre attorno alle stesse leve.
Un format forte si spiega in una riga. Un telefono rosso, una pessima notizia, un passante musicista.
Le idee migliori si spostano. Da un medium all’altro, da un genere all’altro, da un’epoca all’altra.
La serialità conta quanto l’idea. Un buon format non vive una volta sola: si replica, si taglia, si distribuisce.
Il valore produttivo non coincide col budget. A volte compri spettacolo. Altre volte lo paghi con sangue, sudore e tempo.
L’autenticità va progettata. Non arriva da sola: va provocata con dispositivi, distanza, regole, contesto.
La creatività è riconoscere prima degli altri una struttura che aspetta solo di essere rifatta meglio.
Se vuoi approfondire i temi, e questi video, ne ho parlato anche nel podcast Gummy Garage degli amici di Gummy Industries qualche settimana fa.
Se ti è piaciuto questo post leggi anche:
🎟️ Partecipa alla Creator Masterclass di Francesco Oggiano
🎤 Creator Masterclass
Sabato 11 aprile, durante il festival Educa Immagine al Teatro Zandonai di Rovereto (TN), incontrerò Francesco Oggiano, uno dei digital journalist più seguiti in Italia.
Negli ultimi anni Francesco Oggiano ha costruito un progetto editoriale di successo che vive su più piattaforme: quasi 300 mila follower su Instagram, oltre 30.000 iscritti alla newsletter, e un nuovo canale YouTube.
Ma fare informazione nel labirinto delle piattaforme è sempre più complicato. Gli algoritmi premiano lo scontro, le polemiche si diffondono più velocemente dei fatti e chi prova a smascherare fake news e complottismi rischia di diventare vittima di questi meccanismi.
Con Francesco Oggiano parleremo di:
come si costruisce e riconosce un progetto editoriale credibile
come informarsi sulle piattaforme senza diventarne dipendenti
come uscire dalla logica della polarizzazione e della semplificazione a tutti i costi
✨ Educa Immagine Festival
Tra il 10 e il 12 aprile torna l’evento dedicato al rapporto tra immagini, media e nuove generazioni.
Educa Immagine Festival propone proiezioni di film, laboratori di introduzione al linguaggio cinematografico e incontri con esperti. Un appuntamento per esplorare come i linguaggi visivi, il digitale e l’informazione stanno trasformando il modo in cui raccontiamo e comprendiamo il mondo.
📺 Guarda la Creator Masterclass di Vittorio Pettinato
Con Vittorio abbiamo parlato di:
Perché l’autenticità è un mito
Come usare i social per uscire dai social
Come produrre un Reel virale
Come guadagna Vittorio Pettinato
Guarda tutte le Creator Masterclass.
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Cosa succede se scrivi un libro...e poi non cambia nulla.Taylor Lorenz passa quasi 17 ore al giorno davanti allo schermo. 17!!!
Wired intervista una delle migliori reporter tecnologiche, che passa tanto tempo online.
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Gran bel pezzo. Molto argomentato ed interessante. Complimenti
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